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Polonia: informazioni utili


Prima della partenza

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Sempre piú europei viaggiano in Polonia, per scoprire un paese sfaccettato, storicamente e culturalmente molto ricco. Dagli scenari montuosi della fascia piú meridionale del pase, fino agli sport acquatici praticati lungo le ampie spiagge nel nord del paese.
Con una superficie di oltre 300.000 km² tra la Germania e La Bielorussia, la Polonia è uno dei paesi piú grandi in Europa e cerniera tra la mitteleuropa e il mondo dell’est. La Polonia conta circa 38 milioni di abitanti.
Visti d'ingresso
In qualitá di paese membro dell’Unione Europea, i cittadini italiani e europei non necessitano di visto per l’ingresso (analogamente i cittadini svizzeri, a seguito della sottoscrizione degli accordi di Schengen).
Clima
Il clima continentale puó variare sensibilmente a seconda delle stagioni, si passa da estate generalmente calde, con temperature piú fresche al nord del paese, a inverni piuttosto freddi. Le precipitazioni in Polonia non sono particolarmente abbondanti, in inverno per esempio le nevicate sono piuttosto poche, anche se la neve caduta rimane per diverso tempo al suolo per via delle temperature.
Moneta
La moneta della Polonia è lo Zloty (1 Euro= circa 4 Zloty), l’entrata della Polonia nell’Euro, auspicata da molti, è stata più volte rinviata, al momento è difficile pronosticarne la data.

Oltre al Polacco, lingua ufficiale, viene parlato inglese in maniera piuttosto diffusa, ma talvolta anche tedesco.

Paese & Persone

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La vita in Polonia, sopratutto in campagnia, è influenzata molto dalla religione cattolica. I polacchi sono un popolo estremamente accogliente e aperto verso gli stranieri, in particolare con gli italiani, di cui i polacchi ammirano la cultura, la lingua, il modo di vivere e i diversi aspetti della cultura italiana. Pochi sanno che, curiosamente, l’inno nazionale polacco cita l’Italia, e analogamente l’inno di Mameli in una strofa cita la Polonia. Rispetto ad altri popoli e nazioni confinanti, i Polacchi si distinguono per essere maggiormente conservativi. Alcune piccole accortezze per il viaggiatore in Polonia aiutano ad entrare meglio nella cultura polacca e a capire il paese, per esempio un abbigliamento sobrio, o il rispetto verso le feste religiose, la domenica in primis.

Come arrivare

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Vivere & Divertirsi

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Polonia: guida di viaggio

Polonia

La Polonia si estende su un territorio nel centro geometrico dell'Europa, tra il Mar Baltico e i pendii settentrionali dei Monti Carpazi e dei Sudeti. La superficie del Paese è di 312 685 km2 e i principali fiumi sono la Vistola e l'Oder. La Polonia confina con la Germania, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l'Ucraina, la Bielorussia, la Lituania, a nord con l'enclave russa di Kaliningrad e tramite le acque territoriali con la Danimarca. La sua capitale è Varsavia, situata circa a metà del corso della Vistola. Il paesaggio della Polonia è dominato dalle pianure della Podlachia, della Masovia, della Grande Polonia e della Slesia. Esse sono in gran parte dedicate all'agricoltura: le superfici coltivate si alternano a grandi e piccole aree forestali. Le zone di interesse turistico sono collocate più o meno uniformemente in tutto il Paese.

A nord, lungo le rive del mare, troviamo spiagge di fine sabbia di quarzo, dai colori che vanno dal bianco al beige chiaro. La mancanza di una qualsiasi garanzia di bel tempo viene ricompensata dal fascino del Mar Baltico e dalla possibilità di trovare un pezzo d'ambra, l'oro del Nord.
Più a sud il paesaggio è caratterizzato da calmi specchi d'acqua che costituiscono un territorio lacustre lungo alcune centinaia di chilometri. Le pianure della Polonia centrale sono densamente popolate, anche se le grandi città si alternano ad ampie zone forestali. Vicino a Varsavia si trova la Foresta di Kampinos; nella regione di Lodz, una città di quasi un milione di abitanti, ci sono le Foreste di Bolimów e di Pilica. Nelle vicinanze di Poznań il Parco Nazionale della Grande Polonia è ricco di laghi e di foreste con gruppi di querce secolari. La Pianura della Slesia, che si estende più a sud, sale rapidamente per alcune centinaia di metri e si congiunge alla catena montuosa dei Sudeti.

La cima più alta di queste vecchie montagne è la Śnieżka (1602 m) nel gruppo dei Karkonosze, al confine con la Repubblica Ceca. La Polonia sudorientale è costituita dai incantevoli altipiani e dalla ricca vegetazione dei pendii settentrionali dei monti Carpazi. L'Altopiano di Lublino è caratterizzato da estati calde e suggestivi paesaggi; l'Altopiano della Piccola Polonia viene solcato dalle Montagne Świętokrzyskie, piuttosto basse ma molto pittoresche, e l'Altopiano di Cracovia-Wieluń è composto da una catena di montagne in miniatura con rocce di epoca giurassica dalle fantastiche forme. L'Altopiano della Slesia è quasi completamente urbanizzato: le condizioni ambientali di questa area, abitata da milioni di persone, vengono mitigate dai vicini Monti Carpazi. Queste montagne, che hanno conservato la loro bellezza naturale, si sviluppano in catene distribuite parallelamente al confine con la Slovacchia e il loro gruppo più alto - i Monti Tatra - è l'area più estesa di vegetazione alpina che si trova tra le Alpi e il Caucaso. La cima più alta dei Tatra polacchi è la vetta settentrionale di Rysy (2499 m).

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Polonia

La Polonia si estende su un territorio nel centro geometrico dell'Europa, tra il Mar Baltico e i pendii settentrionali dei Monti Carpazi e dei Sudeti. La superficie del Paese è di 312 685 km2 e i principali fiumi sono la Vistola e l'Oder. La Polonia confina con la Germania, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l'Ucraina, la Bielorussia, la Lituania, a nord con l'enclave russa di Kaliningrad e tramite le acque territoriali con la Danimarca. La sua capitale è Varsavia, situata circa a metà del corso della Vistola. Il paesaggio della Polonia è dominato dalle pianure della Podlachia, della Masovia, della Grande Polonia e della Slesia. Esse sono in gran parte dedicate all'agricoltura: le superfici coltivate si alternano a grandi e piccole aree forestali. Le zone di interesse turistico sono collocate più o meno uniformemente in tutto il Paese.

A nord, lungo le rive del mare, troviamo spiagge di fine sabbia di quarzo, dai colori che vanno dal bianco al beige chiaro. La mancanza di una qualsiasi garanzia di bel tempo viene ricompensata dal fascino del Mar Baltico e dalla possibilità di trovare un pezzo d'ambra, l'oro del Nord.
Più a sud il paesaggio è caratterizzato da calmi specchi d'acqua che costituiscono un territorio lacustre lungo alcune centinaia di chilometri. Le pianure della Polonia centrale sono densamente popolate, anche se le grandi città si alternano ad ampie zone forestali. Vicino a Varsavia si trova la Foresta di Kampinos; nella regione di Lodz, una città di quasi un milione di abitanti, ci sono le Foreste di Bolimów e di Pilica. Nelle vicinanze di Poznań il Parco Nazionale della Grande Polonia è ricco di laghi e di foreste con gruppi di querce secolari. La Pianura della Slesia, che si estende più a sud, sale rapidamente per alcune centinaia di metri e si congiunge alla catena montuosa dei Sudeti.

La cima più alta di queste vecchie montagne è la Śnieżka (1602 m) nel gruppo dei Karkonosze, al confine con la Repubblica Ceca. La Polonia sudorientale è costituita dai incantevoli altipiani e dalla ricca vegetazione dei pendii settentrionali dei monti Carpazi. L'Altopiano di Lublino è caratterizzato da estati calde e suggestivi paesaggi; l'Altopiano della Piccola Polonia viene solcato dalle Montagne Świętokrzyskie, piuttosto basse ma molto pittoresche, e l'Altopiano di Cracovia-Wieluń è composto da una catena di montagne in miniatura con rocce di epoca giurassica dalle fantastiche forme. L'Altopiano della Slesia è quasi completamente urbanizzato: le condizioni ambientali di questa area, abitata da milioni di persone, vengono mitigate dai vicini Monti Carpazi. Queste montagne, che hanno conservato la loro bellezza naturale, si sviluppano in catene distribuite parallelamente al confine con la Slovacchia e il loro gruppo più alto - i Monti Tatra - è l'area più estesa di vegetazione alpina che si trova tra le Alpi e il Caucaso. La cima più alta dei Tatra polacchi è la vetta settentrionale di Rysy (2499 m).

Nel Paese ci sono 23 parchi nazionali di cui il più vasto, quello di Biebrza, possiede impenetrabili paludi chiamate anche l'Amazzonia europea. Il più antico, quello di Białowieża, protegge aree boschive completamente vergini e comprende l'unica foresta di pianura rimasta in Europa, dove fino ai tempi della prima guerra mondiale sopravvivevano in libertà gli ultimi esemplari di bisonte europeo. L'animale, minacciato d'estinzione, fu salvato grazie all'allevamento e oggi vive in numerosi punti della Polonia.

La storia, nonostante numerose guerre, ha lasciato in Polonia molti monumenti soprattutto nelle città, ma non sono rare piccole perle d'architettura sparse nelle aree rurali. Gli inizi dell'attività umana nelle terre polacche sono molto più antichi di quelli della nazione stessa. In epoca neolitica sulle Montagne Świętokrzyskie fu attivo un centro minerario per l'estrazione della selce, necessaria per la lavorazione degli utensili. Durante l'Età del Bronzo la maggior parte del Paese fu occupata dai popoli di cultura lusaziana, che costruirono borghi fortificati con la terra e con il legno. È possibile vedere una ricostruzione di tale borgo a Biskupin. Nel periodo dei contatti con l'Impero Romano, attraverso il territorio polacco passò la cosiddetta via dell'ambra. Le prime istituzioni statali al di sopra delle singole tribù apparvero nell'VIII secolo. Col tempo lo stato dei Polani, con capitale Gniezno, divenne il più importante. Le menzioni più remote riguardano il governo di Mieszko, della dinastia dei Piast. Nel 966, in occasione del suo matrimonio con la principessa boema Dubravka, di religione cristiana, il principe adottò il cristianesimo di rito occidentale, facendo entrare il Paese nell'ambito della civiltà latina.

I suoi discendenti maschi governarono in Polonia fino al 1370, nella Masovia fino al 1526 e nella Slesia fino al 1675. Il sangue di Mieszko è rintracciabile nei re polacchi tramite le sue discendenti femminili fino al 1795. Il figlio di Mieszko, Boleslao I detto Chrobry (l'Audace), inviò nel 997 alla tribù pagana che abitava la zona della Prussia il vescovo Wojciech per una missione di pace; essa finì con il martirio del vescovo, che due anni dopo divenne il primo martire polacco (Sant'Adalberto). Il secondo santo polacco fu il vescovo di Cracovia Stanislao, che perse la vita nel 1079 per essersi opposto all'ingiustizia del re Boleslao II detto Śmiały (il Coraggioso). La storia del primo dei santi fece nascere nei polacchi la stima verso le azioni pacifiche, quella del secondo la convinzione sul diritto di opporsi all'autorità statale. Negli anni 1138-1295 la Polonia fu divisa in feudi e il potere centrale, situato in quel periodo a Cracovia, venne indebolito. Ciononostante fu un periodo di grande sviluppo economico, i cui frutti, purtroppo, caddero preda dei mongoli (tartari) nel 1241. Ancor prima il Paese fu minacciato dalle incursioni dei pagani che abitavano la zona della Prussia e dei lituani; per cercare di sconfiggere queste popolazioni il duca Konrad Mazowiecki chiamò nel 1226 i Cavalieri dell'Ordine Teutonico, i cosiddetti cavalieri crociati. La situazione del Paese cambiò con la ricostituzione del potere regio tra il XIII e il XIV secolo. Prima di tutto i cavalieri crociati da alleati diventarono i nemici. Il re Ladislao detto Łokietek (il Breve) li vinse nella battaglia di Plowce nel 1332, ma quella vittoria non diminuì il loro potere. Il re Casimiro detto Wielki (il Grande, fondatore dell'Università di Cracovia nel 1364) li chiamò davanti al tribunale papale e riprese una parte delle terre da loro occupate, ma soltanto l'Unione Polacco-Lituana mise fine alla loro anarchia. Dopo la morte senza prole di Casimiro il Grande (1370) diventò re prima un figlio di sua sorella, Lodovico Ungherese (l'amicizia polacco-ungherese ha origini remote), in seguito la figlia di Lodovico, Jadwiga, la quale governò negli anni 1384-1399 e morì già in odore di santità (è stata canonizzata nel 1997). Jadwiga sposò nel 1386 Jagiełło (Jagello), il granduca di Lituania, il quale si battezzò con il nome di Ladislao. Grazie alla generosità di Jadwiga, Ladislao rinnovò l'Università di Cracovia (da quel momento conosciuta con il nome di Jagellonica) e, nel 1410, insieme ai lituani, vinse i cavalieri crociati nella battaglia di Grunwald. I frutti politici di quella vittoria furono raccolti da suo figlio, Casimiro Jagellonico, che si riprese nel 1466 la città di Danzica, e da suo nipote, Sigismondo I detto Stary (il Vecchio), che rese proprio vassallo l'ultimo Gran Maestro dell'Ordine Teutonico, Albrecht Hohenzollern.

Durante tutto il XV secolo si sviluppò in Polonia un sistema politico chiamato “democrazia di szlachta” (nobiltà). Il principio neminem captivabimus difendeva il nobile da un arresto illegale. Il re diventò de facto un monarca costituzionale. Il principio nihil novi gli tolse il potere legislativo a beneficio del Sejm (camera bassa del parlamento). La forte posizione dei cittadini nei confronti del monarca impedì, nell'epoca della Riforma, l'approvazione del principio cuius regio eius religio, di conseguenza in Polonia si garantì la tolleranza religiosa. Il XVI secolo, chiamato l'Epoca d'Oro della Polonia, finì con il regno di Sigismondo III Vasa, il quale la coinvolse per settant’anni nelle guerre con la Svezia e per secoli in quelle con la Russia. Il Paese cominciò ad indebolirsi.

Ancora nel 1683 il re Jan (Giovanni) III Sobieski vinse la grande armata turca nella battaglia di Vienna, ma il suo successore non fu in grado di governare senza la protezione dei paesi stranieri. L'anarchia di szlachta, la decadenza delle città e numerose guerre spinsero la Polonia direttamente nelle braccia dello zar Pietro I il Grande. I tentativi di riprendere la libertà (la Confederazione di Bar, 1768-1772, e il Sejm Grande, 1788-1792) finirono con un'alleanza russo-tedesca, sigillata con la spartizione della Polonia. I successivi 123 anni costituirono il periodo della lotta per riguadagnare l'indipendenza, finito con il caos della prima guerra mondiale da cui spuntò la multietnica Seconda Repubblica Polacca. Il periodo di 20 anni tra le due guerre mondiali (1918-1939) confermò l'indipendenza dello Stato, permettendogli di sopravvivere sulla carta d'Europa dopo il 1945 nonostante l'alleanza tra Stalin e Hitler del 1939-1941 e il trattato di Jalta, con il quale la Polonia fu ceduta ai sovietici. Negli anni 1944-1989 la Polonia appartenne al blocco dei Paesi orientali. Nel 1978 l'arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, fu eletto papa. Nel 1980 i lavoratori polacchi crearono un sindacato indipendente Solidarność (solidarietà) e, agendo in opposizione al potere statale, senza usare la forza, fecero cadere il sistema comunista in Polonia. L'opera fu completata con la disgregazione dell'Unione Sovietica. Nel 1992 le ultime truppe russe lasciarono il territorio polacco. Successivamente il Paese è stato ammesso alla NATO e dal 2004 la Polonia è un Paese membro dell'Unione Europea.

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