Paesi Bassi
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Le mete preferite in Paesi Bassi
Paesi Bassi: informazioni utili
Prima della partenza
Visto d'ingresso NO
Vaccinazioni NO
Clima Continentale
Valuta €
Lingua Olandese - Quasi tutti parlano correntemente inglese e tedesco
Prese elettriche/Copertura telefonica Paese UE, tutto negli standard. Ottime e diffuse reti Wi-Fi
Su volo amsterdam è presente una galleria fotografica Olanda
Vaccinazioni NO
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Paese & Persone
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Costumi / AbitudiniCompleanni: la maggior parte degli Olandesi é solita festeggiare i compleanni in modo esuberante. Oltre ai regali, si é soliti decorare le pareti con con palloncini e decorazioni. Per i più piccoli si orna anche la sedia, a mò di trono. I compleanni si festeggiano negli asili e nelle scuole (cantando canzoni) e in famiglia, con la visita dei parenti in genere nel fine settimana. Per i bambini la festa di compleanno si organizza il mercoledì pomeriggio dalle 12, quando sono a casa da scuola. Tradizionalmente si fa la festa a casa, dove si fanno giochi e si mangia la torta. Ma spesso i genitori portano anche il festeggiato e gli amici al parco o all'aperto, in piscina o al cinema.
Cultura / Tradizioni
1 Aprile: il 1 di aprile é tradizione da moltissimi anni di fare degli scherzi un pò a tutti. Amici, famiglie ma anche ditte e giornalisti si organizzano per "ingannare" e scioccare gli altri. Si va dagli scherzi semplici fatti in casa, a scuola o nei bar, come ad esempio slacciare le scarpe ad un amico, agli scherzi di portata "nazionale". Per esempio, i giornali pubblicano notizie non vere che generalmente riportano annunci molto gravi, o le autorità nazionali diffondono comunicati ufficiali fasulli. Solo il giorno dopo si viene a scoprire quali notizie non sono vere.
Un esempio: nel 1960 la Gazzetta olandese ha riportato una notizia che affermava che la torre di Pisa fosse caduta. Tutti leggendo la notizia sono rimasti scioccati e anche un pò tristi.
Nascite: prima della nascita di un figlio, gli olandesi sono soliti mandare una cartolina a parenti ed amici che annuncia la futura nascita del figlio. Al momento della nascita, alcune famiglie piazzano una cicogna di legno in giardino. Il colore per la nascita di una femmina é il bianco, per un maschio il blu.
Religione
I Paesi Bassi sono fin dal Medioevo un Paese prevalentemente cristiano. Ma dal 1989 il numero dei non credenti ha superato il numero dei credenti. Nel 2008, il 42% della popolazione era atea, il 29% cattolica , il 9% riformata, il 6% protestante, il 4% buddista e i restanti sono di varie altre religioni.
Come arrivare
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In autoLimiti di velocità:
Autostrada: 120 km/h
Superstrada: 100 km/h
Rimorchio o roulotte in autostrada: 90 chilometri orari
Aree urbane: 50 km/h
Aeroporti / Nolleggio auto
Schiphol Amsterdam è il principale
Trasporti pubblici
Treni
Il gestore delle ferrovie olandesi dovrebbe insegnare come si fa a far funzionare così bene i treni a numerosi altri stati del mondo.
Utilizzare i treni in Olanda è un piacere. Anche senza sapere gli orari, é facile viaggire, perché generalmente ogni dieci c'è un treno per tutte le destinazioni. Anche se il fatto che la superficie dell'Austria é ridotta può essere una scusante, i treni funzionano perfettamente e per quanto ho potuto sperimentare sono sempre in orario. La rete ferroviaria funge ed é utilizzata come metropolitana, e collega le città. Rispetto all'Italia i treni sono un pò più costosi, ma dato che i posteggi sotterranei ad Amsterdam sono carissimi, vi accorgerete subito di quanto sia più conveniente utilizzare i treno. Una volta arrivati in città é consigliabile noleggiare una bicicletta. La bicicletta é il modo migliore per spostarsi all'interno dei Paesi Bassi.
Taxi / Infrastrutture
Vivere & Divertirsi
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VocabolarioEventi
Gastronomia
Mance
Da non perdere
Il parco tematico Efteling é sicuramente una delle attrazioni da non perdere, tra le più visitate del Paese. Il parco ha ufficialmente aperto i battenti il 31 maggio del 1952. Inizialmente era dedicato alle famiglie con bambini piccoli, ma con il tmepo si é sviluppato e ospita ora attrazione per tutte le età. La parte più bella del parco é quella dedicata alle fiabe classiche. Potete ad esempio visitare il castello della Bella Addormentata nel bosco, la grotta di Biancaneve, Cenerentola, ... Ma ci sono anche attrazioni più spericolate come le montagne russe. Nel parco si trovano anche molti parchi giochi e un laghetto dove si possono noleggiare pedalò e barche a remi.
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Paesi Bassi Le cose da vedere più gettonate
Paesi Bassi: guida di viaggio
Quando nel 50 a. C. le legioni romane si spinsero fino alla foce del Reno, si trovarono in una regione piatta, sabbiosa, battuta dai freddi venti del Nord e spazzata dalle frequenti burrasche del
mare; qui si erano stabilite alcune tribù di ceppo forse germanico che si sostentavano di caccia e di pesca.
Queste popolazioni, nonostante l’origi... Continua a leggere
Queste popolazioni, nonostante l’origi... Continua a leggere
Quando nel 50 a. C. le legioni romane si spinsero fino alla foce del Reno, si trovarono in una regione piatta, sabbiosa, battuta dai freddi venti del Nord e spazzata dalle frequenti burrasche del
mare; qui si erano stabilite alcune tribù di ceppo forse germanico che si sostentavano di caccia e di pesca.
Queste popolazioni, nonostante l’origine comune, avevano fra loro notevoli differenze. Al centro della regione si erano stabiliti i Batavi, già menzionati da Plinio, a sud c’erano i Franchi, di razza celtica, a nord i Frisoni e altrove i Sassoni, di ceppo più strettamente germanico. Se in un primo tempo la conquista romana fu proficua da ambedue le parti, in breve si giunse alla ribellione, dei Frisoni prima e dei Batavi poi, che nel 68-70 a. C. si unirono sotto la guida di Claudio Giulio Civilis che organizzò la rivolta.
Tuttavia i Romani rimasero con le loro legioni in queste terre per più di tre secoli, nel 300 d.C. la pressione delle tribù germaniche cominciò a disturbare il dominio romano.
I Batavi scomparvero quasi subito, solo i Frisoni, a nord, riuscirono a sopravvivere e ad opporsi alla nuova conquista dei Franchi. L’opera di cristianizzazione di queste terre fu oltremodo difficile: a sud la conversione fu portata avanti dai re merovingi, a nord dal predicatore anglosassone S. Willibrord e da San Bonifacio; i Frisoni, comunque, rimasero pagani per ancora due secoli. Durante il dominio dei carolingi si accentuò ancora di più questa spinta alla conversione. da un lato Carlomagno userà la forza per sottomettere Frisoni e Sassoni, dall’altro darà loro quelle leggi che li governeranno per più secoli e dividerà il paese in varie province governate dai conti, vassalli dell’imperatore.
Ma già fin da questi primi secoli di vita, gli olandesi si erano trovati a combattere non solo contro gli elementi naturali, primo fra tutti il mare, ma anche contro altrettanto temibili nemici, i Vichinghi, che con scorrerie e incursioni saccheggiavano e depredavano le città e i villaggi olandesi, solo nell’891 il pericolo scomparirà definitivamente. Nell’841, con la morte di Carlomagno, l'impero carolingio si smembrò e, dopo varie lotte e passaggi di potere, l'Olanda, insieme al Belgio, si trovò legata all’Impero germanico. Alla metà del Medio Evo, i Paesi Bassi erano formati da un insieme di regioni che ubbidivano al conte di Gheldria, al conte di Olanda, al duca di Brabante e al vescovo di Utrecht.
Questo periodo di storia olandese è caratterizzato innanzitutto dalle lotte che oppongono fra loro le varie città, già ricche e potenti, ma in un secondo tempo saranno le dinastie straniere che avranno il sopravvento su quelle locali. Fra le tante (Wittelsbach, Boemia, Lussemburgo) sarà quella di Borgogna che dominerà le altre, in seguito al matrimonio di Filippo l’Ardito con Margherita di Fiandra. il nipote, Filippo il Buono, consoliderà il potere del nonno, creando un immenso stato che comprendeva le varie province, dando vita ad un esercito forte e regolare e formando la Corte dei Conti e la Corte di Giustizia.
A lui si deve anche la istituzione dello «Stathouder», una sorta di governatore che rappresentava ufficialmente il sovrano ed aveva autorità militare e politica.
A Filippo il Buono succede Carlo il Temerario, morto nel 1477 a Nancy combattendo gli Svizzeri, e a quest’ultimo la figlia Maria di Borgogna che, sposando Massimiliano d’Austria, figlio dell’ imperatore Federico III porta i Paesi Bassi sotto la dominazione austriaca. Nel 1500, a Gand, nasce Carlo, figlio di Isabella di Castiglia e di Ferdinando di Aragona, re di Spagna per via materna, duca di Borgogna e dei Paesi Bassi per via paterna, nel 1519, alla morte del nonno Massimiliano d’Austria è eletto imperatore del Sacro Romano Impero. Comprensivo e tollerante in materia politica, Carlo V, cattolico fervente, non poteva accettare la religione dei Paesi Bassi e fu proprio sotto il suo regno, illuminato per altri aspetti, che ebbero inizio le prime persecuzioni e le prime repressioni.
E ugualmente in questo periodo che la Riforma e la lotta contro la religione cattolica nei Paesi Bassi assume due aspetti. quello di lotta per un principio e quello di lotta contro l’invasore straniero. Nel 1555, in seguito all’abdicazione di Carlo V, succede al trono il figlio Filippo II, completamente diverso dal padre, cresciuto in Spagna, non parlava né il francese né l’olandese, non capiva i problemi del popolo su cui adesso doveva regnare ed era per mentalità, per cultura e per carattere uno spagnolo al cento per cento. La rottura fra lui e il popolo olandese, su cui nel frattempo si stava già saldamente affermando la dottrina calvinista, si presentava come insanabile. Si formò allora un movimento, atto a contrastare la pesante ingerenza spagnola negli affari politici, economici e religiosi del paese e alla testa del quale si posero tre uomini, il conte di Egmont, il conte di Hornes e Guglielmo di Nassau principe di Orange, detto «Willem de Zwijger», cioè Guglielmo il Taciturno perché era solito tenere volentieri la bocca chiusa e le orecchie bene aperte. Nell’agosto-settembre 1566 l'esasperazione e la rabbia del popolo esplose, chiese e monasteri furono saccheggiati, profanati, incendiati e distrutti.
La reazione di Filippo Il fu terribile, inviò nei Paesi Bassi, alla testa di un forte esercito, il Duca d’AIba, detto il «duca di ferro» che sottopose il paese ad un vero e proprio regime di terrore: innumerevoli esecuzioni (fra cui quella del conte di Egmont e del conte di Hornes), la condanna a morte in contumacia di Guglielmo di Orange (che nel frattempo aveva lasciato il paese), le città ribelli bruciate e messe al sacco. Iniziò da questo momento una interminabile e sanguinosa guerra fra i Paesi Bassi, dilaniati anche all’interno dalle lotte religiose che opponevano cattolici, luterani e calvinisti, e la Spagna, e che doveva portare, nel 1579, alla Unione di Utrecht, in cui si affermava la piena autonomia delle Sette Province del Nord e si eleggeva l’olandese come lingua ufficiale.
Nel 1584, a Delft, un francese chiamato Baldassarre Gérard assassinava Guglielmo il Taciturno e il comando passava al figlio Maurizio, il quale offrì più volte la corona dei Paesi Bassi alla Francia di Enrico III e all’Inghilterra di Elisabetta I, sempre sfruttando la rivalità fra questi Stati e la Spagna.
Le cose andarono meglio quando gli olandesi si decisero a contare solo sulle loro uniche forze: dall’Unione di Utrecht nacque la Repubblica delle Province Unite e gli Stati Generali assunsero il governo della repubblica. L’esercito, riunito sotto il comando del principe Maurizio e rafforzato dall’aiuto delle navi inglesi, sconfisse più volte su mare e su terra gli spagnoli, finché nel 1609 Filippo III riconobbe l’indipendenza della Repubblica Olandese e firmò con questa una tregua di dodici anni.
Con il Trattato di Westfalia del 1648 tutte le potenze europee riconosceranno il nuovo stato, verso il quale crescerà l’ostilità delle potenze marittime, prima fra tutte l’Inghilterra. Così l'Olanda, non più direttamente minacciata nella sua indipendenza, ha modo di sviluppare la sua economia ed in breve tempo diventa lo stato più ricco e più prospero di Europa. Le sue navi, in diretta concorrenza con quelle inglesi, solcano veloci i mari e gli oceani, e se la Spagna chiude alle navi l’accesso ai porti portoghesi, esse vanno direttamente a Giava per fare il carico delle spezie. Nel 1602 Johan van Oldenbarnevelt fondò la Compagnia delle Indie Orientali, a cui seguì, nel 1621, la compagnia delle Indie Occidentali.
Dalle lontane rotte orientali e africane, le navi olandesi portano in patria spezie, sale, oro, riso, avorio, profumi. All’interno si tessono le tele, si costruiscono navi, si pescano aringhe, si cacciano le balene, si tagliano i diamanti, si dipingono le ceramiche. I commercianti e i borghesi sono la classe dominante dei Paesi bassi. A questa ricchezza economica fa riscontro una uguale ricchezza culturale. L’epoca d’oro dell’Olanda investe anche il campo dello scibile e dell’arte. il piccolo paese dà al mondo ingegni come Erasmo, Spinoza e Grotius; come Rembrandt, Frans Hals e Hobbema. Il clima di grande libertà che vi si respira fa si che Cartesio venga qui a passare ben 20 anni della sua vita e che a Leida scriva il «Discorso sul metodo».
Alle grandi scoperte dello spirito fanno riscontro le grandi scoperte geografiche, sono scoperte ed esplorate la Tasmania, la Nuova Zelanda, il Capo di Buona Speranza. Un gruppo di pellegrini olandesi fonda al di là dell’oceano la Nuova Amsterdam che più tardi diventerà New York. Gli oriz-zonti si allargano. Tanta ricchezza non poteva non fare gola e invidia all’Inghilterra, la sua più temibile concor-rente sui mari.
Dopo numerose azioni di disturbo, Crom-well nel 1651 fa approvare dal Parlamento inglese l’Atto di Navigazione, in virtù del quale le navi straniere potevano esportare in Inghilterra solo i prodotti del proprio territorio e dovevano in ogni caso rendere omaggio alla potenza navale inglese. L’Inghilterra, insomma, esigeva che fosse riconosciuta la sua supremazia. Le continue lotte con gli inglesi fiaccarono la resistenza e la sicurezza olandese: molte colonie furono perse, molti porti non furono più sicuri. Dopo l’Inghilterra fu la Francia a minare ancora di più l’ormai traballante impero olandese: Luigi XIV, con le sue mire espansionistiche, riuscì a mobilitare numerose potenze antiolandesi costringendo i Paesi Bassi a prendere parte a molte e sfibranti guerre di coalizione. Solo nel 1697, con la Pace di Ryswick, la lunga lotta avrà fine ma a quel punto lo Stathouder di Olanda Guglielmo III d’Orange, avendo sposato Maria figlia di Giacomo II, era già re di Inghilterra e poteva godere giustamente della vittoria diplomatica che aveva saputo creare: i Paesi Bassi, l’Inghilterra, la Prussia e l’Austria unite in una coalizione contro le cattolicissime Francia e Spagna. Con la morte di Guglielmo II, avvenuta nel 1702, finiva anche la dinastia degli Orange e il bastone del comando passava agli Orange-Nassau, che è ancora la dinastia regnante. Per tutto il XVIII secolo le tendenze monarchiche si alternarono a quelle repubblicane, offrendo così un terreno fertile alle nuove idee provenienti dalla Francia rivoluzionaria.
L’esercito della Convenzione entrò nei Paesi Bassi ponendo così termine all’esistenza, ormai vecchia di quasi 200 anni, della repubblica delle 7 province. L’ultimo Stathouder, Guglielmo V, attraversò la Manica e si rifugiò in Inghilterra. Lo stato che nacque nel 1795 da questa insurrezione popolare si chiamò Repubblica Batava, ma non ebbe lunga vita: nel 1806 Napoleone Bonaparte vi inviò il fratello Luigi e lo mise sul trono come re di Olanda. Luigi Bonaparte seppe guadagnarsi in breve tempo le simpatie dei sudditi, ma il «Blocco Continentale» portò alla rapida rovina del commercio olandese. I Paesi Bassi vennero allora annessi all’Impero e divennero, nel 1810, una provincia francese: nel 1813 avvenne la restaurazione della dinastia degli Orange e il figlio Guglielmo V sbarcò a Scheveningen il 30 novembre con il nome di Guglielmo I. Dopo la sconfitta francese a Waterloo, le forze coalizzate decisero di riunire i Paesi Bassi del nord e i Paesi Bassi del sud in un unico reame: il Congresso di Vienna del 1815 sancì questa decisione e unirono Olanda, Belgio e ducato del Lussemburgo nel Regno dei Paesi Bassi, sotto lo scettro di Guglielmo I di Orange-Nassau.
Fu un errore, perché dopo oltre due secoli di separazione politica, linguistica, religiosa ed economica, le due province del nord e del sud erano ormai divise da un incolmabile abisso: il nord di religione protestante e di lingua olandese; il sud di religione cattolica e di lingua francese; i fiamminghi, addirittura, di religione cattolica ma di lingua olandese. Su questi antefatti si innestò la volontà politica dell’Inghilterra che, non vedendo di buon occhio una forte potenza marittima sul Mare del Nord, cercava di sfruttare i moti di ribellione del Belgio e appoggiava la sua indipendenza.
Il colpo diplomatico riuscì nel 1831, quando, dopo una rivoluzione pacifica, il Belgio si staccò dai Paesi Bassi e sul trono salì Leopoldo di Sassonia Coburgo, nipote del re inglese Giorgio IV.
Con i due successivi sovrani, Guglielmo II e Guglielmo III, l'Olanda passò un lungo periodo di relativo benessere economico e di nuove espansioni. Agricoltura e commercio rifiorirono, si dette inizio alla colonizzazione dell’Indonesia, si pensò all’attuazione di riforme sociali e all’espansione industriale: la neutralità che il paese aveva dichiarato durante la I Guerra Mondiale gli permise di rafforzare il suo prestigio economico. A Guglielmo III, dopo un breve periodo di reggenza, intanto, era successa la figlia Guglielmina. Nella notte fra il 9 e il 10 maggio 1940, nonostante la rinnovata neutralità dei Paesi Bassi durante il secondo conflitto mondiale, le truppe hitleriane, senza il minimo avvertimento e senza alcuna dichiarazione di guerra, attaccarono le frontiere e cominciarono a bombardare le città.
A questo vergognoso evento seguirono cinque anni di sofferenze, di lutti e di dolori del popolo olandese: dal suo esilio londinese, Guglielmina non cessava di spronare e di incitare i suoi sudditi alla resistenza. Nel 1945 il paese veniva liberato; nel 1948, dopo quasi 50 anni di regno, Guglielmina abdicava a favore della figlia Giuliana che riportava l’Olanda, già fin dall’immediato dopoguerra, alla sua antica prosperità.
Queste popolazioni, nonostante l’origine comune, avevano fra loro notevoli differenze. Al centro della regione si erano stabiliti i Batavi, già menzionati da Plinio, a sud c’erano i Franchi, di razza celtica, a nord i Frisoni e altrove i Sassoni, di ceppo più strettamente germanico. Se in un primo tempo la conquista romana fu proficua da ambedue le parti, in breve si giunse alla ribellione, dei Frisoni prima e dei Batavi poi, che nel 68-70 a. C. si unirono sotto la guida di Claudio Giulio Civilis che organizzò la rivolta.
Tuttavia i Romani rimasero con le loro legioni in queste terre per più di tre secoli, nel 300 d.C. la pressione delle tribù germaniche cominciò a disturbare il dominio romano.
I Batavi scomparvero quasi subito, solo i Frisoni, a nord, riuscirono a sopravvivere e ad opporsi alla nuova conquista dei Franchi. L’opera di cristianizzazione di queste terre fu oltremodo difficile: a sud la conversione fu portata avanti dai re merovingi, a nord dal predicatore anglosassone S. Willibrord e da San Bonifacio; i Frisoni, comunque, rimasero pagani per ancora due secoli. Durante il dominio dei carolingi si accentuò ancora di più questa spinta alla conversione. da un lato Carlomagno userà la forza per sottomettere Frisoni e Sassoni, dall’altro darà loro quelle leggi che li governeranno per più secoli e dividerà il paese in varie province governate dai conti, vassalli dell’imperatore.
Ma già fin da questi primi secoli di vita, gli olandesi si erano trovati a combattere non solo contro gli elementi naturali, primo fra tutti il mare, ma anche contro altrettanto temibili nemici, i Vichinghi, che con scorrerie e incursioni saccheggiavano e depredavano le città e i villaggi olandesi, solo nell’891 il pericolo scomparirà definitivamente. Nell’841, con la morte di Carlomagno, l'impero carolingio si smembrò e, dopo varie lotte e passaggi di potere, l'Olanda, insieme al Belgio, si trovò legata all’Impero germanico. Alla metà del Medio Evo, i Paesi Bassi erano formati da un insieme di regioni che ubbidivano al conte di Gheldria, al conte di Olanda, al duca di Brabante e al vescovo di Utrecht.
Questo periodo di storia olandese è caratterizzato innanzitutto dalle lotte che oppongono fra loro le varie città, già ricche e potenti, ma in un secondo tempo saranno le dinastie straniere che avranno il sopravvento su quelle locali. Fra le tante (Wittelsbach, Boemia, Lussemburgo) sarà quella di Borgogna che dominerà le altre, in seguito al matrimonio di Filippo l’Ardito con Margherita di Fiandra. il nipote, Filippo il Buono, consoliderà il potere del nonno, creando un immenso stato che comprendeva le varie province, dando vita ad un esercito forte e regolare e formando la Corte dei Conti e la Corte di Giustizia.
A lui si deve anche la istituzione dello «Stathouder», una sorta di governatore che rappresentava ufficialmente il sovrano ed aveva autorità militare e politica.
A Filippo il Buono succede Carlo il Temerario, morto nel 1477 a Nancy combattendo gli Svizzeri, e a quest’ultimo la figlia Maria di Borgogna che, sposando Massimiliano d’Austria, figlio dell’ imperatore Federico III porta i Paesi Bassi sotto la dominazione austriaca. Nel 1500, a Gand, nasce Carlo, figlio di Isabella di Castiglia e di Ferdinando di Aragona, re di Spagna per via materna, duca di Borgogna e dei Paesi Bassi per via paterna, nel 1519, alla morte del nonno Massimiliano d’Austria è eletto imperatore del Sacro Romano Impero. Comprensivo e tollerante in materia politica, Carlo V, cattolico fervente, non poteva accettare la religione dei Paesi Bassi e fu proprio sotto il suo regno, illuminato per altri aspetti, che ebbero inizio le prime persecuzioni e le prime repressioni.
E ugualmente in questo periodo che la Riforma e la lotta contro la religione cattolica nei Paesi Bassi assume due aspetti. quello di lotta per un principio e quello di lotta contro l’invasore straniero. Nel 1555, in seguito all’abdicazione di Carlo V, succede al trono il figlio Filippo II, completamente diverso dal padre, cresciuto in Spagna, non parlava né il francese né l’olandese, non capiva i problemi del popolo su cui adesso doveva regnare ed era per mentalità, per cultura e per carattere uno spagnolo al cento per cento. La rottura fra lui e il popolo olandese, su cui nel frattempo si stava già saldamente affermando la dottrina calvinista, si presentava come insanabile. Si formò allora un movimento, atto a contrastare la pesante ingerenza spagnola negli affari politici, economici e religiosi del paese e alla testa del quale si posero tre uomini, il conte di Egmont, il conte di Hornes e Guglielmo di Nassau principe di Orange, detto «Willem de Zwijger», cioè Guglielmo il Taciturno perché era solito tenere volentieri la bocca chiusa e le orecchie bene aperte. Nell’agosto-settembre 1566 l'esasperazione e la rabbia del popolo esplose, chiese e monasteri furono saccheggiati, profanati, incendiati e distrutti.
La reazione di Filippo Il fu terribile, inviò nei Paesi Bassi, alla testa di un forte esercito, il Duca d’AIba, detto il «duca di ferro» che sottopose il paese ad un vero e proprio regime di terrore: innumerevoli esecuzioni (fra cui quella del conte di Egmont e del conte di Hornes), la condanna a morte in contumacia di Guglielmo di Orange (che nel frattempo aveva lasciato il paese), le città ribelli bruciate e messe al sacco. Iniziò da questo momento una interminabile e sanguinosa guerra fra i Paesi Bassi, dilaniati anche all’interno dalle lotte religiose che opponevano cattolici, luterani e calvinisti, e la Spagna, e che doveva portare, nel 1579, alla Unione di Utrecht, in cui si affermava la piena autonomia delle Sette Province del Nord e si eleggeva l’olandese come lingua ufficiale.
Nel 1584, a Delft, un francese chiamato Baldassarre Gérard assassinava Guglielmo il Taciturno e il comando passava al figlio Maurizio, il quale offrì più volte la corona dei Paesi Bassi alla Francia di Enrico III e all’Inghilterra di Elisabetta I, sempre sfruttando la rivalità fra questi Stati e la Spagna.
Le cose andarono meglio quando gli olandesi si decisero a contare solo sulle loro uniche forze: dall’Unione di Utrecht nacque la Repubblica delle Province Unite e gli Stati Generali assunsero il governo della repubblica. L’esercito, riunito sotto il comando del principe Maurizio e rafforzato dall’aiuto delle navi inglesi, sconfisse più volte su mare e su terra gli spagnoli, finché nel 1609 Filippo III riconobbe l’indipendenza della Repubblica Olandese e firmò con questa una tregua di dodici anni.
Con il Trattato di Westfalia del 1648 tutte le potenze europee riconosceranno il nuovo stato, verso il quale crescerà l’ostilità delle potenze marittime, prima fra tutte l’Inghilterra. Così l'Olanda, non più direttamente minacciata nella sua indipendenza, ha modo di sviluppare la sua economia ed in breve tempo diventa lo stato più ricco e più prospero di Europa. Le sue navi, in diretta concorrenza con quelle inglesi, solcano veloci i mari e gli oceani, e se la Spagna chiude alle navi l’accesso ai porti portoghesi, esse vanno direttamente a Giava per fare il carico delle spezie. Nel 1602 Johan van Oldenbarnevelt fondò la Compagnia delle Indie Orientali, a cui seguì, nel 1621, la compagnia delle Indie Occidentali.
Dalle lontane rotte orientali e africane, le navi olandesi portano in patria spezie, sale, oro, riso, avorio, profumi. All’interno si tessono le tele, si costruiscono navi, si pescano aringhe, si cacciano le balene, si tagliano i diamanti, si dipingono le ceramiche. I commercianti e i borghesi sono la classe dominante dei Paesi bassi. A questa ricchezza economica fa riscontro una uguale ricchezza culturale. L’epoca d’oro dell’Olanda investe anche il campo dello scibile e dell’arte. il piccolo paese dà al mondo ingegni come Erasmo, Spinoza e Grotius; come Rembrandt, Frans Hals e Hobbema. Il clima di grande libertà che vi si respira fa si che Cartesio venga qui a passare ben 20 anni della sua vita e che a Leida scriva il «Discorso sul metodo».
Alle grandi scoperte dello spirito fanno riscontro le grandi scoperte geografiche, sono scoperte ed esplorate la Tasmania, la Nuova Zelanda, il Capo di Buona Speranza. Un gruppo di pellegrini olandesi fonda al di là dell’oceano la Nuova Amsterdam che più tardi diventerà New York. Gli oriz-zonti si allargano. Tanta ricchezza non poteva non fare gola e invidia all’Inghilterra, la sua più temibile concor-rente sui mari.
Dopo numerose azioni di disturbo, Crom-well nel 1651 fa approvare dal Parlamento inglese l’Atto di Navigazione, in virtù del quale le navi straniere potevano esportare in Inghilterra solo i prodotti del proprio territorio e dovevano in ogni caso rendere omaggio alla potenza navale inglese. L’Inghilterra, insomma, esigeva che fosse riconosciuta la sua supremazia. Le continue lotte con gli inglesi fiaccarono la resistenza e la sicurezza olandese: molte colonie furono perse, molti porti non furono più sicuri. Dopo l’Inghilterra fu la Francia a minare ancora di più l’ormai traballante impero olandese: Luigi XIV, con le sue mire espansionistiche, riuscì a mobilitare numerose potenze antiolandesi costringendo i Paesi Bassi a prendere parte a molte e sfibranti guerre di coalizione. Solo nel 1697, con la Pace di Ryswick, la lunga lotta avrà fine ma a quel punto lo Stathouder di Olanda Guglielmo III d’Orange, avendo sposato Maria figlia di Giacomo II, era già re di Inghilterra e poteva godere giustamente della vittoria diplomatica che aveva saputo creare: i Paesi Bassi, l’Inghilterra, la Prussia e l’Austria unite in una coalizione contro le cattolicissime Francia e Spagna. Con la morte di Guglielmo II, avvenuta nel 1702, finiva anche la dinastia degli Orange e il bastone del comando passava agli Orange-Nassau, che è ancora la dinastia regnante. Per tutto il XVIII secolo le tendenze monarchiche si alternarono a quelle repubblicane, offrendo così un terreno fertile alle nuove idee provenienti dalla Francia rivoluzionaria.
L’esercito della Convenzione entrò nei Paesi Bassi ponendo così termine all’esistenza, ormai vecchia di quasi 200 anni, della repubblica delle 7 province. L’ultimo Stathouder, Guglielmo V, attraversò la Manica e si rifugiò in Inghilterra. Lo stato che nacque nel 1795 da questa insurrezione popolare si chiamò Repubblica Batava, ma non ebbe lunga vita: nel 1806 Napoleone Bonaparte vi inviò il fratello Luigi e lo mise sul trono come re di Olanda. Luigi Bonaparte seppe guadagnarsi in breve tempo le simpatie dei sudditi, ma il «Blocco Continentale» portò alla rapida rovina del commercio olandese. I Paesi Bassi vennero allora annessi all’Impero e divennero, nel 1810, una provincia francese: nel 1813 avvenne la restaurazione della dinastia degli Orange e il figlio Guglielmo V sbarcò a Scheveningen il 30 novembre con il nome di Guglielmo I. Dopo la sconfitta francese a Waterloo, le forze coalizzate decisero di riunire i Paesi Bassi del nord e i Paesi Bassi del sud in un unico reame: il Congresso di Vienna del 1815 sancì questa decisione e unirono Olanda, Belgio e ducato del Lussemburgo nel Regno dei Paesi Bassi, sotto lo scettro di Guglielmo I di Orange-Nassau.
Fu un errore, perché dopo oltre due secoli di separazione politica, linguistica, religiosa ed economica, le due province del nord e del sud erano ormai divise da un incolmabile abisso: il nord di religione protestante e di lingua olandese; il sud di religione cattolica e di lingua francese; i fiamminghi, addirittura, di religione cattolica ma di lingua olandese. Su questi antefatti si innestò la volontà politica dell’Inghilterra che, non vedendo di buon occhio una forte potenza marittima sul Mare del Nord, cercava di sfruttare i moti di ribellione del Belgio e appoggiava la sua indipendenza.
Il colpo diplomatico riuscì nel 1831, quando, dopo una rivoluzione pacifica, il Belgio si staccò dai Paesi Bassi e sul trono salì Leopoldo di Sassonia Coburgo, nipote del re inglese Giorgio IV.
Con i due successivi sovrani, Guglielmo II e Guglielmo III, l'Olanda passò un lungo periodo di relativo benessere economico e di nuove espansioni. Agricoltura e commercio rifiorirono, si dette inizio alla colonizzazione dell’Indonesia, si pensò all’attuazione di riforme sociali e all’espansione industriale: la neutralità che il paese aveva dichiarato durante la I Guerra Mondiale gli permise di rafforzare il suo prestigio economico. A Guglielmo III, dopo un breve periodo di reggenza, intanto, era successa la figlia Guglielmina. Nella notte fra il 9 e il 10 maggio 1940, nonostante la rinnovata neutralità dei Paesi Bassi durante il secondo conflitto mondiale, le truppe hitleriane, senza il minimo avvertimento e senza alcuna dichiarazione di guerra, attaccarono le frontiere e cominciarono a bombardare le città.
A questo vergognoso evento seguirono cinque anni di sofferenze, di lutti e di dolori del popolo olandese: dal suo esilio londinese, Guglielmina non cessava di spronare e di incitare i suoi sudditi alla resistenza. Nel 1945 il paese veniva liberato; nel 1948, dopo quasi 50 anni di regno, Guglielmina abdicava a favore della figlia Giuliana che riportava l’Olanda, già fin dall’immediato dopoguerra, alla sua antica prosperità.








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