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Riassumere in poche pagine quattromila anni di storia non è cosa semplice. Soprattutto perché il passato di Gerusalemme è caratterizzato da tanti, mutevoli e complicati avvenimenti storici.
Gerusalemme, sui monti della Giudea, è città sacra all’umanità. È El-Kuds, la Santa, per i musulmani; è la Città della Pace, Yerushalayim, per gli ebrei e la loro capitale sin dal tempo di Re David; per i cristiani è il luogo della Passione e della Crocifissione di Gesù.
Città della Pace: ma quanti pochi furono, nel corso della storia, i suoi periodi di pace!
Gerusalemme è stata invasa e saccheggiata da egiziani, babilonesi, greci, romani, persiani, musulmani, cristiani, mamelucchi e turchi. Il primo nucleo abitato di Gerusalemme sorse sulla collina a sud della spianata del tempio che Giuseppe Flavio menziona come “Ofel”. Vi abitava una tribù cananea detta dei Gebusiani. Nel secondo millennio apparve con il nome di “Ursalim” in un Testo di Esecrazione egiziano, un lungo elenco delle città vassalle della potenza faraonica. Nel 1000 a.C. David conquista Gerusalemme e dal re gebuseo Arauna acquista una zona in cima al monte Moriah, dove eleva un altare al Signore e vi trasferisce da Hebron l’Arca dell’Alleanza, simbolo dell’unione fra Dio e il suo popolo. Aveva accompagnato il popolo d'Israele nei lunghi anni di peregrinazione nel deserto e in battaglia prima di arrivare alla Terra Promessa. Salomone, figlio di David e Betsabea, sceglie ancora il monte Moriah per costruirvi verso il 950 a. C. il Primo Tempio. Il Tempio verrà distrutto, ma la saggezza di chi lo aveva costruito sarà perpetrata nei secoli a venire.
Alla morte di Salomone, la discordia serpeggia tra le tribù e il regno si divide in due: quello di Israele a nord, quello di Giuda - con Gerusalemme capitale - a sud. Il regno di Israele cadde in breve tempo sotto il dominio degli Assiri, diventando una provincia assira; quello di Giuda resistette un po’ di più. Se il re Sennacherib non riuscì a conquistare Gerusalemme nel 701 a. C., ci riuscì invece il babilonese Nabucodonosor nel 587 a.C. Saccheggiò la città, distrusse il Tempio e deportò a Babilonia migliaia di ebrei. La cattività babilonese durerà quasi cinquant’ anni, finché Ciro il Grande, re di Persia, non conquisterà Babilonia, permettendo agli esiliati di tornare verso la terra di Giuda.
Circa un secolo dopo, sotto la guida di Nehemia il Profeta ed Ezra lo Scriba, fu iniziata la ricostruzione del Tempio e delle mura di Gerusalemme; i lavori furono condotti a termine in un tempo record. Con l’arrivo di Alessandro Magno, nel 333 a.C., comincia il periodo di ellenizzazione del paese, e l’infiltrazione delle idee pagane dalla Grecia nella cultura ebrea genera gravi scompigli. Quando l’imperatore Antioco Epifane IV dichiara la propria natura divina e ordina agli ebrei di sacrificargli maiali sui loro altari, scoppia la rivolta dei Maccabei, che si conclude con la cacciata dei greci (... Continua a leggere
Riassumere in poche pagine quattromila anni di storia non è cosa semplice. Soprattutto perché il passato di Gerusalemme è caratterizzato da tanti, mutevoli e complicati avvenimenti storici.
Gerusalemme, sui monti della Giudea, è città sacra all’umanità. È El-Kuds, la Santa, per i musulmani; è la Città della Pace, Yerushalayim, per gli ebrei e la loro capitale sin dal tempo di Re David; per i cristiani è il luogo della Passione e della Crocifissione di Gesù.
Città della Pace: ma quanti pochi furono, nel corso della storia, i suoi periodi di pace!
Gerusalemme è stata invasa e saccheggiata da egiziani, babilonesi, greci, romani, persiani, musulmani, cristiani, mamelucchi e turchi. Il primo nucleo abitato di Gerusalemme sorse sulla collina a sud della spianata del tempio che Giuseppe Flavio menziona come “Ofel”. Vi abitava una tribù cananea detta dei Gebusiani. Nel secondo millennio apparve con il nome di “Ursalim” in un Testo di Esecrazione egiziano, un lungo elenco delle città vassalle della potenza faraonica. Nel 1000 a.C. David conquista Gerusalemme e dal re gebuseo Arauna acquista una zona in cima al monte Moriah, dove eleva un altare al Signore e vi trasferisce da Hebron l’Arca dell’Alleanza, simbolo dell’unione fra Dio e il suo popolo. Aveva accompagnato il popolo d'Israele nei lunghi anni di peregrinazione nel deserto e in battaglia prima di arrivare alla Terra Promessa. Salomone, figlio di David e Betsabea, sceglie ancora il monte Moriah per costruirvi verso il 950 a. C. il Primo Tempio. Il Tempio verrà distrutto, ma la saggezza di chi lo aveva costruito sarà perpetrata nei secoli a venire.
Alla morte di Salomone, la discordia serpeggia tra le tribù e il regno si divide in due: quello di Israele a nord, quello di Giuda - con Gerusalemme capitale - a sud. Il regno di Israele cadde in breve tempo sotto il dominio degli Assiri, diventando una provincia assira; quello di Giuda resistette un po’ di più. Se il re Sennacherib non riuscì a conquistare Gerusalemme nel 701 a. C., ci riuscì invece il babilonese Nabucodonosor nel 587 a.C. Saccheggiò la città, distrusse il Tempio e deportò a Babilonia migliaia di ebrei. La cattività babilonese durerà quasi cinquant’ anni, finché Ciro il Grande, re di Persia, non conquisterà Babilonia, permettendo agli esiliati di tornare verso la terra di Giuda.
Circa un secolo dopo, sotto la guida di Nehemia il Profeta ed Ezra lo Scriba, fu iniziata la ricostruzione del Tempio e delle mura di Gerusalemme; i lavori furono condotti a termine in un tempo record. Con l’arrivo di Alessandro Magno, nel 333 a.C., comincia il periodo di ellenizzazione del paese, e l’infiltrazione delle idee pagane dalla Grecia nella cultura ebrea genera gravi scompigli. Quando l’imperatore Antioco Epifane IV dichiara la propria natura divina e ordina agli ebrei di sacrificargli maiali sui loro altari, scoppia la rivolta dei Maccabei, che si conclude con la cacciata dei greci (... Continua a leggere
Israele
Riassumere in poche pagine quattromila anni di storia non è cosa semplice. Soprattutto perché il passato di Gerusalemme è caratterizzato da tanti, mutevoli e complicati avvenimenti storici.
Gerusalemme, sui monti della Giudea, è città sacra all’umanità. È El-Kuds, la Santa, per i musulmani; è la Città della Pace, Yerushalayim, per gli ebrei e la loro capitale sin dal tempo di Re David; per i cristiani è il luogo della Passione e della Crocifissione di Gesù.
Città della Pace: ma quanti pochi furono, nel corso della storia, i suoi periodi di pace!
Gerusalemme è stata invasa e saccheggiata da egiziani, babilonesi, greci, romani, persiani, musulmani, cristiani, mamelucchi e turchi. Il primo nucleo abitato di Gerusalemme sorse sulla collina a sud della spianata del tempio che Giuseppe Flavio menziona come “Ofel”. Vi abitava una tribù cananea detta dei Gebusiani. Nel secondo millennio apparve con il nome di “Ursalim” in un Testo di Esecrazione egiziano, un lungo elenco delle città vassalle della potenza faraonica. Nel 1000 a.C. David conquista Gerusalemme e dal re gebuseo Arauna acquista una zona in cima al monte Moriah, dove eleva un altare al Signore e vi trasferisce da Hebron l’Arca dell’Alleanza, simbolo dell’unione fra Dio e il suo popolo. Aveva accompagnato il popolo d'Israele nei lunghi anni di peregrinazione nel deserto e in battaglia prima di arrivare alla Terra Promessa. Salomone, figlio di David e Betsabea, sceglie ancora il monte Moriah per costruirvi verso il 950 a. C. il Primo Tempio. Il Tempio verrà distrutto, ma la saggezza di chi lo aveva costruito sarà perpetrata nei secoli a venire.
Alla morte di Salomone, la discordia serpeggia tra le tribù e il regno si divide in due: quello di Israele a nord, quello di Giuda - con Gerusalemme capitale - a sud. Il regno di Israele cadde in breve tempo sotto il dominio degli Assiri, diventando una provincia assira; quello di Giuda resistette un po’ di più. Se il re Sennacherib non riuscì a conquistare Gerusalemme nel 701 a. C., ci riuscì invece il babilonese Nabucodonosor nel 587 a.C. Saccheggiò la città, distrusse il Tempio e deportò a Babilonia migliaia di ebrei. La cattività babilonese durerà quasi cinquant’ anni, finché Ciro il Grande, re di Persia, non conquisterà Babilonia, permettendo agli esiliati di tornare verso la terra di Giuda.
Circa un secolo dopo, sotto la guida di Nehemia il Profeta ed Ezra lo Scriba, fu iniziata la ricostruzione del Tempio e delle mura di Gerusalemme; i lavori furono condotti a termine in un tempo record. Con l’arrivo di Alessandro Magno, nel 333 a.C., comincia il periodo di ellenizzazione del paese, e l’infiltrazione delle idee pagane dalla Grecia nella cultura ebrea genera gravi scompigli. Quando l’imperatore Antioco Epifane IV dichiara la propria natura divina e ordina agli ebrei di sacrificargli maiali sui loro altari, scoppia la rivolta dei Maccabei, che si conclude con la cacciata dei greci (Seleucidi) da Gerusalemme nell’anno 164 a.C. Nel secolo successivo il paese fu governato dai re della dinastia asmonea. Quando Pompeo, nel 63 a.C., giunse con le sue legioni a Gerusalemme il paese (allora costituito dalla Giudea, dalla Samaria, dalla Galilea, dal Golan e dal Negev) fu annesso all’impero romano. Nel 37 a.C. il Senato di Roma elegge re Erode, che sarà detto il Grande. Nonostante l’astio della popolazione nei suoi confronti, con lui Gerusalemme conosce una nuova epoca di splendore; fa ampliare e ricostruire il Tempio e orna la città di notevoli edifici monumentali. Alla sua morte, nel 4 a.C., il regno è diviso fra i suoi tre figli. Durante il regno di Erode Antipa, uno dei suoi figli, Gesù viene crocefisso a Gerusalemme per ordine di Ponzio Pilato.
Le sempre più frequenti e sanguinose ribellioni degli ebrei causate dagli abusi dei romani condussero Tito a distruggere il Tempio di Erode nel 70 d.C.
Sessant’anni dopo, per sedare un’altra rivolta capeggiata da un ebreo di nome Bar Kochba, Adriano rade al suolo Gerusalemme; sulle sue rovine fa erigere una città che chiamerà Aelia Capitolina e gli ebrei non potranno mettervi piede. Contemporaneamente cambia il nome del paese in “Palestina”. La maggior parte degli ebrei è costretta a fuggire dalla carestia, dalle persecuzioni e dall’imposizione di forti tasse. È l’inizio della Diaspora del popolo ebreo attraverso il mondo. Quando l’imperatore Costantino si converte al cristianesimo agli inizi del IV secolo, comincia l’epoca bizantina. Gerusalemme diventa una città cristiana con il Santo Sepolcro al centro. I persiani di Cosroe II invadono la città, distruggono il Santo Sepolcro e deportano la maggior parte della popolazione nel 614. Ventidue anni dopo, Omar guida i musulmani alla conquista di Gerusalemme. Durante i quattro secoli successivi Gerusalemme diventa islamica e riceve l’appellazione di “El-Kuds”, la Santa. Secondo il Corano, Abramo, David e Salomone erano anch’essi grandi profeti prima di Maometto.
La tradizione dell’ascesa al cielo di Maometto è legata alla spianata del Tempio, dove furono poi costruite la moschea di Omar e la moschea El-Aqsa, rispettivamente nel 691 e nel 703 d.C. Nel 1099 i Crociati giungono dall’Europa per liberare i luoghi santi dagli infedeli. Conquistano Gerusalemme e iniziano a ricostruire immediatamente il Santo Sepolcro. Gerusalemme si trasforma in una città di chiese e di monasteri fino al 1187, quando il Saladino la riconquista. La città ritorna in mano ai cristiani finché i crociati non vengono cacciati dai mamelucchi alla fine del XIII secolo. Gerusalemme declinerà inarrestabilmente e alla metà dell’Ottocento la sua popolazione scenderà ad appena 11.000 abitanti. In seguito alla guerra di Crimea nasce un nuovo interesse alla Terra Santa. Nel 1860 cominciano a formarsi i primi quartieri ebrei fuori dalle mura cittadine e nel 1915 la popolazione ebrea è salita a 100.000 abitanti. Il 9 dicembre 1917, il generale Allenby accetta la resa dei turchi e tre anni dopo ha inizio il mandato britannico della Palestina. A causa della rivalità tra arabi ed Ebrei, l’Inghilterra rinuncia al mandato nel 1947. Il 29 novembre dello stesso anno, le Nazioni Unite decidono di dividere il mandato tra gli ebrei e gli arabi palestinesi. Poche ore dopo, il nuovo Stato di Israele appena nato veniva attaccato da tutte le parti dai suoi vicini arabi. Il conflitto è diventato noto come la Guerra d’Indipendenza del 1948. Un anno e mezzo dopo furono tracciate le linee di cessate il fuoco assegnando la città vecchia e tutti i luoghi santi alla Giordania e la parte occidentale, più moderna, a Israele. Nel cuore di Gerusalemme fu innalzato un muro e la popolazione dei due settori è rimasta separata per diciannove anni. Il 5 giugno 1967 l’ artiglieria giordana apre il fuoco contro la parte ebrea della città: fu un atto sconsiderato che portò nel giro di quarantotto ore alla riunificazione della città sotto il controllo ebreo. Il 27 giugno lo Stato di Israele proclamò l’annessione della città vecchia e le mura che dividevano il settore orientale da quello occidentale vennero abbattute. Fu come se fosse crollata una diga. La gente accorse da entrambe le parti e qualcuno vide il settore opposto per la prima volta. In mezzo a questa grande eccitazione si formarono adunate e riunioni. Purtroppo, una volta entrati nella città vecchia, gli ebrei constatarono con dolore che i giordani avevano fatto saltare le ventisette sinagoghe e numerose scuole di Talmud di questa parte della città. Quello che non era andato distrutto, era stato trasformato in latrina, stalla o discarica. Ma il Muro del Pianto era scampato alla distruzione vandalica. Fu così che migliaia di ebrei si riversarono nella città vecchia per toccare e baciare quelle antiche pietre per la prima volta in duemila anni. È stato chiamato semplicemente Muro Occidentale perché tutta la gente vi sarebbe andata non solo in lacrime come nel passato ma anche gioiosa. Il lungo esilio era finito. Tornati nella loro città, gli ebrei hanno ricostruito amorevolmente le loro sinagoghe, le loro case, le strade e le piazze. Nel corso dei duemila anni di lontananza dalla città, gli ebrei hanno sempre cantato “L’anno prossimo a Gerusalemme”. Ora, la loro speranza di ritorno a Sion si è fatta realtà.
Riassumere in poche pagine quattromila anni di storia non è cosa semplice. Soprattutto perché il passato di Gerusalemme è caratterizzato da tanti, mutevoli e complicati avvenimenti storici.
Gerusalemme, sui monti della Giudea, è città sacra all’umanità. È El-Kuds, la Santa, per i musulmani; è la Città della Pace, Yerushalayim, per gli ebrei e la loro capitale sin dal tempo di Re David; per i cristiani è il luogo della Passione e della Crocifissione di Gesù.
Città della Pace: ma quanti pochi furono, nel corso della storia, i suoi periodi di pace!
Gerusalemme è stata invasa e saccheggiata da egiziani, babilonesi, greci, romani, persiani, musulmani, cristiani, mamelucchi e turchi. Il primo nucleo abitato di Gerusalemme sorse sulla collina a sud della spianata del tempio che Giuseppe Flavio menziona come “Ofel”. Vi abitava una tribù cananea detta dei Gebusiani. Nel secondo millennio apparve con il nome di “Ursalim” in un Testo di Esecrazione egiziano, un lungo elenco delle città vassalle della potenza faraonica. Nel 1000 a.C. David conquista Gerusalemme e dal re gebuseo Arauna acquista una zona in cima al monte Moriah, dove eleva un altare al Signore e vi trasferisce da Hebron l’Arca dell’Alleanza, simbolo dell’unione fra Dio e il suo popolo. Aveva accompagnato il popolo d'Israele nei lunghi anni di peregrinazione nel deserto e in battaglia prima di arrivare alla Terra Promessa. Salomone, figlio di David e Betsabea, sceglie ancora il monte Moriah per costruirvi verso il 950 a. C. il Primo Tempio. Il Tempio verrà distrutto, ma la saggezza di chi lo aveva costruito sarà perpetrata nei secoli a venire.
Alla morte di Salomone, la discordia serpeggia tra le tribù e il regno si divide in due: quello di Israele a nord, quello di Giuda - con Gerusalemme capitale - a sud. Il regno di Israele cadde in breve tempo sotto il dominio degli Assiri, diventando una provincia assira; quello di Giuda resistette un po’ di più. Se il re Sennacherib non riuscì a conquistare Gerusalemme nel 701 a. C., ci riuscì invece il babilonese Nabucodonosor nel 587 a.C. Saccheggiò la città, distrusse il Tempio e deportò a Babilonia migliaia di ebrei. La cattività babilonese durerà quasi cinquant’ anni, finché Ciro il Grande, re di Persia, non conquisterà Babilonia, permettendo agli esiliati di tornare verso la terra di Giuda.
Circa un secolo dopo, sotto la guida di Nehemia il Profeta ed Ezra lo Scriba, fu iniziata la ricostruzione del Tempio e delle mura di Gerusalemme; i lavori furono condotti a termine in un tempo record. Con l’arrivo di Alessandro Magno, nel 333 a.C., comincia il periodo di ellenizzazione del paese, e l’infiltrazione delle idee pagane dalla Grecia nella cultura ebrea genera gravi scompigli. Quando l’imperatore Antioco Epifane IV dichiara la propria natura divina e ordina agli ebrei di sacrificargli maiali sui loro altari, scoppia la rivolta dei Maccabei, che si conclude con la cacciata dei greci (Seleucidi) da Gerusalemme nell’anno 164 a.C. Nel secolo successivo il paese fu governato dai re della dinastia asmonea. Quando Pompeo, nel 63 a.C., giunse con le sue legioni a Gerusalemme il paese (allora costituito dalla Giudea, dalla Samaria, dalla Galilea, dal Golan e dal Negev) fu annesso all’impero romano. Nel 37 a.C. il Senato di Roma elegge re Erode, che sarà detto il Grande. Nonostante l’astio della popolazione nei suoi confronti, con lui Gerusalemme conosce una nuova epoca di splendore; fa ampliare e ricostruire il Tempio e orna la città di notevoli edifici monumentali. Alla sua morte, nel 4 a.C., il regno è diviso fra i suoi tre figli. Durante il regno di Erode Antipa, uno dei suoi figli, Gesù viene crocefisso a Gerusalemme per ordine di Ponzio Pilato.
Le sempre più frequenti e sanguinose ribellioni degli ebrei causate dagli abusi dei romani condussero Tito a distruggere il Tempio di Erode nel 70 d.C.
Sessant’anni dopo, per sedare un’altra rivolta capeggiata da un ebreo di nome Bar Kochba, Adriano rade al suolo Gerusalemme; sulle sue rovine fa erigere una città che chiamerà Aelia Capitolina e gli ebrei non potranno mettervi piede. Contemporaneamente cambia il nome del paese in “Palestina”. La maggior parte degli ebrei è costretta a fuggire dalla carestia, dalle persecuzioni e dall’imposizione di forti tasse. È l’inizio della Diaspora del popolo ebreo attraverso il mondo. Quando l’imperatore Costantino si converte al cristianesimo agli inizi del IV secolo, comincia l’epoca bizantina. Gerusalemme diventa una città cristiana con il Santo Sepolcro al centro. I persiani di Cosroe II invadono la città, distruggono il Santo Sepolcro e deportano la maggior parte della popolazione nel 614. Ventidue anni dopo, Omar guida i musulmani alla conquista di Gerusalemme. Durante i quattro secoli successivi Gerusalemme diventa islamica e riceve l’appellazione di “El-Kuds”, la Santa. Secondo il Corano, Abramo, David e Salomone erano anch’essi grandi profeti prima di Maometto.
La tradizione dell’ascesa al cielo di Maometto è legata alla spianata del Tempio, dove furono poi costruite la moschea di Omar e la moschea El-Aqsa, rispettivamente nel 691 e nel 703 d.C. Nel 1099 i Crociati giungono dall’Europa per liberare i luoghi santi dagli infedeli. Conquistano Gerusalemme e iniziano a ricostruire immediatamente il Santo Sepolcro. Gerusalemme si trasforma in una città di chiese e di monasteri fino al 1187, quando il Saladino la riconquista. La città ritorna in mano ai cristiani finché i crociati non vengono cacciati dai mamelucchi alla fine del XIII secolo. Gerusalemme declinerà inarrestabilmente e alla metà dell’Ottocento la sua popolazione scenderà ad appena 11.000 abitanti. In seguito alla guerra di Crimea nasce un nuovo interesse alla Terra Santa. Nel 1860 cominciano a formarsi i primi quartieri ebrei fuori dalle mura cittadine e nel 1915 la popolazione ebrea è salita a 100.000 abitanti. Il 9 dicembre 1917, il generale Allenby accetta la resa dei turchi e tre anni dopo ha inizio il mandato britannico della Palestina. A causa della rivalità tra arabi ed Ebrei, l’Inghilterra rinuncia al mandato nel 1947. Il 29 novembre dello stesso anno, le Nazioni Unite decidono di dividere il mandato tra gli ebrei e gli arabi palestinesi. Poche ore dopo, il nuovo Stato di Israele appena nato veniva attaccato da tutte le parti dai suoi vicini arabi. Il conflitto è diventato noto come la Guerra d’Indipendenza del 1948. Un anno e mezzo dopo furono tracciate le linee di cessate il fuoco assegnando la città vecchia e tutti i luoghi santi alla Giordania e la parte occidentale, più moderna, a Israele. Nel cuore di Gerusalemme fu innalzato un muro e la popolazione dei due settori è rimasta separata per diciannove anni. Il 5 giugno 1967 l’ artiglieria giordana apre il fuoco contro la parte ebrea della città: fu un atto sconsiderato che portò nel giro di quarantotto ore alla riunificazione della città sotto il controllo ebreo. Il 27 giugno lo Stato di Israele proclamò l’annessione della città vecchia e le mura che dividevano il settore orientale da quello occidentale vennero abbattute. Fu come se fosse crollata una diga. La gente accorse da entrambe le parti e qualcuno vide il settore opposto per la prima volta. In mezzo a questa grande eccitazione si formarono adunate e riunioni. Purtroppo, una volta entrati nella città vecchia, gli ebrei constatarono con dolore che i giordani avevano fatto saltare le ventisette sinagoghe e numerose scuole di Talmud di questa parte della città. Quello che non era andato distrutto, era stato trasformato in latrina, stalla o discarica. Ma il Muro del Pianto era scampato alla distruzione vandalica. Fu così che migliaia di ebrei si riversarono nella città vecchia per toccare e baciare quelle antiche pietre per la prima volta in duemila anni. È stato chiamato semplicemente Muro Occidentale perché tutta la gente vi sarebbe andata non solo in lacrime come nel passato ma anche gioiosa. Il lungo esilio era finito. Tornati nella loro città, gli ebrei hanno ricostruito amorevolmente le loro sinagoghe, le loro case, le strade e le piazze. Nel corso dei duemila anni di lontananza dalla città, gli ebrei hanno sempre cantato “L’anno prossimo a Gerusalemme”. Ora, la loro speranza di ritorno a Sion si è fatta realtà.







