Egitto
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Altro Egitto Regioni di vacanza in Egitto
Gli hotel più amati in Egitto
184296_Hotel_Sol_Y_Mar_Dar_El_Madina
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186833_Jaz_Makadi_Bayview_Hotel__Golf_Resort
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204349_Sensimar_Makadi_Hotel
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8666_ROBINSON_Club_Soma_Bay
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176819_Hotel_Kempinski_Soma_Bay
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8662_Hotel_Iberotel_Coraya_Beach
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86381_Hotel_Iberotel_Samaya
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34558_Hotel_Baron_Resort
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86875_Hotel_JAZ_Makadi_Star__Spa
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Le mete preferite in Egitto
Egitto: informazioni utili
Prima della partenza
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L'Egitto in cifrePopolazione residente: 80.264.543 abitanti (2007)
Superficie: 1.001.449 km²
Capitale: Il Cairo
Prefisso nazionale: 0020
Numeri di emergenza: 122 (Polizia), 123 (Pronto soccorso)
Fuso orario: 1 ora avanti rispetto all'Italia
Governo: Repubblica presidenziale
Visto d'ingresso
Per entrare in Egitto serve un visto d'entrata, oltre al passaporto o alla carta d'identità con una validità residua di almeno sei mesi. Il visto d'entrata é ottenibile presso l'Ambasciata egiziana in Italia (tel. 06 8540734; Via Salaria 267, 00199 Roma), tramite la compilazione di un modulo distribuito sull'aereo o all'arrivo in aeroporto. Portate per questo con voi due foto passaporto. Per i minori non in possesso di carta di identià valida, serve il passaporto dei genitori.
Vaccinazioni
In Egitto ci sono, nelle zone del delta del Nilo in particolare, dei rischi di bilharzia (evitate di fare il bagno nel Nilo) e di malaria. Anche l'epatite A, B e C sono malattia ancora molto diffuse in Egitto. Si consiglia dunque di vaccinarsi prima della partenza, in particolare contro l'epatite A.
L'acqua del rubinetto non sempre é potabile: preferite l'acqua in bottiglia.
Clima
Il clima in Egitto e caldo e secco durante quasi tutto l'anno, ma varia anche molto a seconda della regione in cui vi trovate. In particolare, ci sono tre tipi di clima. Sulla costa settentrionale si può beneficiare di un clima meridionale (inverni miti, pioggia, estate secca secca). Nella zona desertica, nel sud dell'Egitto, le estati sono torride e l'escursione termica tra giorno e notte é forte. Nella regione de Il Cairo il clima é una via di mezzo tra le due altre regioni, ma l'umidità é alta.
La stagione migliore per andare in Egitto é l'autunno, da fine settembre a fine novembre. Le temperature variano tra i 25° e i 35° gradi e il sole c'é sempre. Evitate i mesi di giugno e luglio perché le temperature raggiungono i 45° gradi.
Valuta
La moneta ufficiale é la Sterlina Egiziana (₤E), che corrisponde a ca. 0,13 euro (1 € = ca. 7,25 ₤E - agosto 2010) e si divide in 100 piastre. Potete cambiare la valuta equivalenti nelle banche o negli uffici di cambio (il cambio é generalmente buono), ma spesso gli hotel e i negozi accettano anche euro o dollari e le carte di credito (Visa e Mastercard).
Lingua
La lingua ufficiale é l'arabo egiziano. Si parla però spesso anche inglese e francese. Nelle località balneari l'italiano viene in genere capito.
Prese elettriche/Copertura telefonica
Le prese elettriche in Egitto sono da 220V, 50Hz, uguali a quelle italiane. La frequenza elettrica può essere, in alcune regioni, altalenanate.
Paese & Persone
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Un pò di storiaLa storia egiziana inizia con il congiungimento dell'Alto e del Basso Egitto da parte di Narmer, attorno al 3200 a.C, ma già nei secoli precedenti la civiltà egiziana si era stabilita lungo il Nilo. Malgrado le molte testimonianze giunte a noi del tempo dei faraoni, non si sa molto su queste figure. Nel XXVII fu costruita la prima piramide e nei secoli successivi molte altre piramidi venner edificate, a testimonianza del potere dei faraoni. Lentamente, a partire dal 2330 a.C. l'Egitto cominciò a frantumarsi, ma rimase indipendente fino al I millenio a.C l'Egitto. Fu poi conquistato da Alessandro Magno nel IV secolo a.C.. e successivamente dai Romani. Si susseguirono periodi di dominio turco, francese e inglese, fino a quando, nel 1879 Francia e Inghilterra, dato il forte indebitamento dell'Egitto, misero fine alla sovranità turca sul paese. Nel 1952, con un colpo di stato, un gruppo di ufficili guidati dal colonnello Nasser prese il controllo sul paese.
Costumi / Abitudini
Gli egiziani hanno un forte senso della cultura locale. Specialmente nelle zone rurali, i contadini non sembrano aver modificato molto le loro abitudini. Ad esempio, il consumo di té é ancora molto diffuso. La religione gioca un ruolo importante nella vita degli egiziani e ne impone alcune regole che é bene conoscere. Indossare abiti lunghi é per loro simbolo di buona educazione. Tuttavia, le città si stanno lentamente occidentalizzando.
Cultura / Tradizioni
L'Egitto ha una cultura molto ricca, che si tramanda da secoli ed é rimasta per lo più intatta: architettura, arte, letteratura,... A causa della sua storia travagliata e le conquiste che ha subito lo hanno fatto diventare un paese cosmopolita, ma con tradizioni molto radicate.
Religione
La maggioranza dei cittadini egiziani (oltre il 90%) é di fede musulmana, in prevalenza di rito sunnito. La popolazione restante é invece generalmente di fede cristiana (copti), ma esistono anche delle piccolissime minoranze di ebrei, armine o greco-ortodossi.
Come arrivare
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In aereoL'Egitto dispone di sei aeroporti (alessandria d'Egitto, Assuan, Hurgada, Il Cairo, Luxor e Sharm el Sheikh) ed é ben collegato con tutta l'Europa. Dall'Italia partono giornalmente voli verso l'Egitto.
La compagnia nazionale é la Egypt Air e vola anche dall'Italia. Un alternativa possono essere i voli low cost che collegano principalmente le destinazioni turistiche.
Anche per viaggiare all'interno del paese l'aereo é il mezzo più rapido: Egypt Air collega le principali città egiziane e le maggiori località turistiche con voli quotidiani. I prezzi non sempre sono a buon mercato.
In auto
Nelle principali località turistiche e nelle città é possibile noleggiare un'auto. Per poter guidare in Egitto é necessaria la patente internazionale e un'assicurazione di responsabilità civile. Le strade egiziane sono in buone condizioni, ma sono caotiche, non ci sono regole e fuori dalle principali città i cartelli sono solo in arabo. Si sconsiglia di noleggiare un'auto (o nolleggiatela con un autista), così come é da evitare assolutamente l'autostop!
In bus turistico
Gli autobus turistici collegano tutte le principali città del paese e sono a buon mercato, con aria condizionata. Partono dalle stazioni degli autobus in genere a orari prestabiliti (ma controllate sempre, cambiano spesso), e a volte scortati dalla polizia a causa degli attentati fatti in passato ai turisti. Le compagnie principali sono l'Upper Egypt Bus e la East Delta Bus Company.
Trasporti pubblici
L'Egitto dispone di trasporti pubblici molto ben organizzati: frequenti e sicuri. I bus sono però spesso molto pieni e gli autusti non guidano in modo eccellente. Anche i treni possono essere un'alternativa valida, non sono molto costosi e ci sono vari collegamenti all'interno del paese.
Taxi
In Egitto é usanza usare i taxi collettivi, che collegano diverse città o permettono di muoversi all'interno di una città. In genere sono delle Peugeot 504 e si possono trovare nelle stazioni ferroviarie o dei bus. Il taxi é un buon mezzo di trasporto in Egitto: viaggiano giorno e notte, ce ne sono molti e sono facili da trovare. Unico inconveniente: prima di partire aspettano sempre di essere pieni. Trattate i prezzi prima di partire, perché i tassisti cercano sempre di ingannare i turisti.
Inoltre l'Egitto dipone di mezzi di trasporti alternativi: i cammelli, gli asini e i cavalli sono ancora usati per brevi tragitti. Se invece desiderate fare una crociera sul Nilo o safari, chiedete direttamente alle agenzie turistiche del posto, che organizzano diverse escursioni.
Vivere & Divertirsi
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EventiGli eventi più sentiti in Egitto sono legati alla religione musulmana. É così che la princiaple festa del paese si svolge alla fine del periodo di festività sacra del Ramadan. Si tratta dell'Aid al-Adha (la data varia negli anni), dove gli egiziani si concedono dolci e cibo in abbondanza. Si festeggia il miracolo della sostituzione del figlio di Abramo con un montone al momento del sacrificio.
Gastronomia
La gastronomia egiziana é tipica mediterranea e quindi variata, ma ha comunque dei piatti tipici da gustare. Un piatto tipico é il ta'méyya, delle polpettine fatte con i ceci e fritte nell'olio. Oppure i sandaw-tsch, dei piccoli panini alla carne e formaggio oppure con i gamberetti. Inoltre in Egitto sono particolari gli aperitivi, chiamati mázza.
Le bevande maggiormente bevute sono il té e il caffé.
Stile di vita
Gli egiziani sono molto legati alla loro religione ed osservano per questo il Ramadan. Durante questo periodo, nel 2011 dall'11 agosto al 9 settembre, é cattiva educazione mangiare e bere in pubblico, in quanto ai musulmani é vietato. La vita nelle zone rurali dell'Egitto é ancora semplice e legata alla tradizione, mentre nelle città, l'occidentalizazione inizia a farsi sentire, sebbene le tradizioni fanno ancora da padrone.
Attrazioni
L'Egitto offre molto ai suoi turisti, grazie alla storia millenaria che si cela in questo splendido paese. La maggiore attrazione turistica sono le piramidi di Giza: Chefren, Cheope e Micerino in particolare. É possibile visitarle, e scoprire così le gallerie e i soffiti al loro interno.
Bella anche la Valle dei Re, che ospita le tombe dei Faraoni della XVII e XIX dinastia.Per avere un quadro completo della storia e della cultura anctica egiziano, é consigliato visitare il Museo Egizio del Cairo, dove sono custoditi migliaia oggeti, tra i reperti archeologici più importanti.
Oltre ai luoghi da visitare, l'Egitto é famoso per le sue crociere. É possibile partire con uno dei numerosi tour operator egiziani e navigare il Nilo.
Egitto: Le cose da vedere più gettonate
Egitto: guida di viaggio
Egitto
L’antico popolo egiziano ci appare quasi come portatore di una civiltà superiore proveniente da un altro mondo. Nel periodo in cui i popoli della Terra uscivano faticosamente dall’Età della Pietra, generando culture più o meno equivalenti in tutte le regioni del pianeta, il popolo egiziano nasce infatti già adulto e ben presto sfonda le barriere delle possibilità umane di settemila anni fa, quasi in virtù di esperienze vissute in un altro mondo straordinariamente progredito. Nella terra bagnata dal Nilo ha così inizio un’esperienza irripetibile che in pochi secoli si sviluppa vertiginosamente generando opere d’arte e di scienza che si proiettano di gran lunga al di là delle possibilità del tempo. La realizzazione della piramide di Cheope, quando ancora non si conoscevano il ferro e la ruota, rimane ancora oggi un mistero inspiegabile. Rimaniamo ancor più sconcertati considerando che già prima della realizzazione della Grande Piramide, gli Egiziani vantavano tecnica e organizzazione capaci di imbrigliare per migliaia di chilometri le piene del Nilo e di rendere la terra paludosa e lo stesso deserto un novello Paradiso Terrestre!
Considerando i tempi di sviluppo degli altri popoli, alcuni dei quali rimasti nel Neolitico sin quasi ai nostri giorni, avvertiamo che il popolo del “pianeta Egitto” ha anticipato di duemila anni e più la storia del mondo. La sua spinta, inoltre, si è rivelata tanto potente da sopravvivere ancora a distanza di migliaia e migliaia di anni. Le armi usate nella ciclopica conquista sono l’acqua e il fuoco, cioè il Nilo e il sole; armi non raccolte ma forgiate, lavorate dall’antico popolo, perché dalla distruzione portata dall’acqua e dal fuoco fosse propiziata la fertilità della terra, la vita stessa dell’Egitto. Gli uomini collaborano con Iside e Osiride per ricreare la vita, per ridare alla terra le sembianze del paradiso, un Paradiso Terrestre che si ricongiunge con quello Celeste.
L’Egitto non è la Terra Promessa: è la terra creata dall’uomo giorno per giorno, anno per anno, in un’opera che si rinnova senza fine e dove si confonde creatura con Creatore. Non c’è più soluzione di continuità tra dei e uomini, gli dei sono tra gli uomini: il loro volto è lo stesso volto dell’uomo, o quello degli animali che lo circondano nel cielo e sulla terra; le loro mani sono invisibili e infinite, come infiniti sono i raggi del sole. In ogni zolla della terra d’Egitto c’è l’acqua e il fuoco cosmico, la morte e la resurrezione, l’essenza umana e l’essenza divina. Nilo e sole tracciano due anelli senza limiti che percorrono tutto l’universo di questo e dell’altro mondo, sono la via lungo la quale l’uomo nuovo del “pianeta Egitto” trova il divenire, la ragione stessa del suo eterno cammino. Per noi uomini del 2000 d.C. è ancora possibile ritrovare quell’ineffabile equilibrio tra la via dell’acqua e la via del fuoco, lasciandoci andare su una barca a vela nell’Alto Egitto.
È ancora possibile ritrov... Continua a leggere
L’antico popolo egiziano ci appare quasi come portatore di una civiltà superiore proveniente da un altro mondo. Nel periodo in cui i popoli della Terra uscivano faticosamente dall’Età della Pietra, generando culture più o meno equivalenti in tutte le regioni del pianeta, il popolo egiziano nasce infatti già adulto e ben presto sfonda le barriere delle possibilità umane di settemila anni fa, quasi in virtù di esperienze vissute in un altro mondo straordinariamente progredito. Nella terra bagnata dal Nilo ha così inizio un’esperienza irripetibile che in pochi secoli si sviluppa vertiginosamente generando opere d’arte e di scienza che si proiettano di gran lunga al di là delle possibilità del tempo. La realizzazione della piramide di Cheope, quando ancora non si conoscevano il ferro e la ruota, rimane ancora oggi un mistero inspiegabile. Rimaniamo ancor più sconcertati considerando che già prima della realizzazione della Grande Piramide, gli Egiziani vantavano tecnica e organizzazione capaci di imbrigliare per migliaia di chilometri le piene del Nilo e di rendere la terra paludosa e lo stesso deserto un novello Paradiso Terrestre!
Considerando i tempi di sviluppo degli altri popoli, alcuni dei quali rimasti nel Neolitico sin quasi ai nostri giorni, avvertiamo che il popolo del “pianeta Egitto” ha anticipato di duemila anni e più la storia del mondo. La sua spinta, inoltre, si è rivelata tanto potente da sopravvivere ancora a distanza di migliaia e migliaia di anni. Le armi usate nella ciclopica conquista sono l’acqua e il fuoco, cioè il Nilo e il sole; armi non raccolte ma forgiate, lavorate dall’antico popolo, perché dalla distruzione portata dall’acqua e dal fuoco fosse propiziata la fertilità della terra, la vita stessa dell’Egitto. Gli uomini collaborano con Iside e Osiride per ricreare la vita, per ridare alla terra le sembianze del paradiso, un Paradiso Terrestre che si ricongiunge con quello Celeste.
L’Egitto non è la Terra Promessa: è la terra creata dall’uomo giorno per giorno, anno per anno, in un’opera che si rinnova senza fine e dove si confonde creatura con Creatore. Non c’è più soluzione di continuità tra dei e uomini, gli dei sono tra gli uomini: il loro volto è lo stesso volto dell’uomo, o quello degli animali che lo circondano nel cielo e sulla terra; le loro mani sono invisibili e infinite, come infiniti sono i raggi del sole. In ogni zolla della terra d’Egitto c’è l’acqua e il fuoco cosmico, la morte e la resurrezione, l’essenza umana e l’essenza divina. Nilo e sole tracciano due anelli senza limiti che percorrono tutto l’universo di questo e dell’altro mondo, sono la via lungo la quale l’uomo nuovo del “pianeta Egitto” trova il divenire, la ragione stessa del suo eterno cammino. Per noi uomini del 2000 d.C. è ancora possibile ritrovare quell’ineffabile equilibrio tra la via dell’acqua e la via del fuoco, lasciandoci andare su una barca a vela nell’Alto Egitto.
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Egitto
L’antico popolo egiziano ci appare quasi come portatore di una civiltà superiore proveniente da un altro mondo. Nel periodo in cui i popoli della Terra uscivano faticosamente dall’Età della Pietra, generando culture più o meno equivalenti in tutte le regioni del pianeta, il popolo egiziano nasce infatti già adulto e ben presto sfonda le barriere delle possibilità umane di settemila anni fa, quasi in virtù di esperienze vissute in un altro mondo straordinariamente progredito. Nella terra bagnata dal Nilo ha così inizio un’esperienza irripetibile che in pochi secoli si sviluppa vertiginosamente generando opere d’arte e di scienza che si proiettano di gran lunga al di là delle possibilità del tempo. La realizzazione della piramide di Cheope, quando ancora non si conoscevano il ferro e la ruota, rimane ancora oggi un mistero inspiegabile. Rimaniamo ancor più sconcertati considerando che già prima della realizzazione della Grande Piramide, gli Egiziani vantavano tecnica e organizzazione capaci di imbrigliare per migliaia di chilometri le piene del Nilo e di rendere la terra paludosa e lo stesso deserto un novello Paradiso Terrestre!
Considerando i tempi di sviluppo degli altri popoli, alcuni dei quali rimasti nel Neolitico sin quasi ai nostri giorni, avvertiamo che il popolo del “pianeta Egitto” ha anticipato di duemila anni e più la storia del mondo. La sua spinta, inoltre, si è rivelata tanto potente da sopravvivere ancora a distanza di migliaia e migliaia di anni. Le armi usate nella ciclopica conquista sono l’acqua e il fuoco, cioè il Nilo e il sole; armi non raccolte ma forgiate, lavorate dall’antico popolo, perché dalla distruzione portata dall’acqua e dal fuoco fosse propiziata la fertilità della terra, la vita stessa dell’Egitto. Gli uomini collaborano con Iside e Osiride per ricreare la vita, per ridare alla terra le sembianze del paradiso, un Paradiso Terrestre che si ricongiunge con quello Celeste.
L’Egitto non è la Terra Promessa: è la terra creata dall’uomo giorno per giorno, anno per anno, in un’opera che si rinnova senza fine e dove si confonde creatura con Creatore. Non c’è più soluzione di continuità tra dei e uomini, gli dei sono tra gli uomini: il loro volto è lo stesso volto dell’uomo, o quello degli animali che lo circondano nel cielo e sulla terra; le loro mani sono invisibili e infinite, come infiniti sono i raggi del sole. In ogni zolla della terra d’Egitto c’è l’acqua e il fuoco cosmico, la morte e la resurrezione, l’essenza umana e l’essenza divina. Nilo e sole tracciano due anelli senza limiti che percorrono tutto l’universo di questo e dell’altro mondo, sono la via lungo la quale l’uomo nuovo del “pianeta Egitto” trova il divenire, la ragione stessa del suo eterno cammino. Per noi uomini del 2000 d.C. è ancora possibile ritrovare quell’ineffabile equilibrio tra la via dell’acqua e la via del fuoco, lasciandoci andare su una barca a vela nell’Alto Egitto.
È ancora possibile ritrovare quel ponte invisibile che ci unisce alle fonti della nostra storia, ritrovare la profonda emozione che provava il nostro antenato quando, settemila anni fa, ascoltava il canto che si innalzava, all’inizio dell’anno, con la piena del Nilo: “Vieni acqua della vita che scaturisci dal cielo, vieni acqua della vita che scaturisci dalla terra. Il cielo brucia e la terra trema all’arrivo del Grande Dio. Le montagne ad occidente e ad oriente si aprono, il Grande Dio appare, il Grande Dio s’impossessa del corpo dell’Egitto.”
L’antico popolo egiziano ci appare quasi come portatore di una civiltà superiore proveniente da un altro mondo. Nel periodo in cui i popoli della Terra uscivano faticosamente dall’Età della Pietra, generando culture più o meno equivalenti in tutte le regioni del pianeta, il popolo egiziano nasce infatti già adulto e ben presto sfonda le barriere delle possibilità umane di settemila anni fa, quasi in virtù di esperienze vissute in un altro mondo straordinariamente progredito. Nella terra bagnata dal Nilo ha così inizio un’esperienza irripetibile che in pochi secoli si sviluppa vertiginosamente generando opere d’arte e di scienza che si proiettano di gran lunga al di là delle possibilità del tempo. La realizzazione della piramide di Cheope, quando ancora non si conoscevano il ferro e la ruota, rimane ancora oggi un mistero inspiegabile. Rimaniamo ancor più sconcertati considerando che già prima della realizzazione della Grande Piramide, gli Egiziani vantavano tecnica e organizzazione capaci di imbrigliare per migliaia di chilometri le piene del Nilo e di rendere la terra paludosa e lo stesso deserto un novello Paradiso Terrestre!
Considerando i tempi di sviluppo degli altri popoli, alcuni dei quali rimasti nel Neolitico sin quasi ai nostri giorni, avvertiamo che il popolo del “pianeta Egitto” ha anticipato di duemila anni e più la storia del mondo. La sua spinta, inoltre, si è rivelata tanto potente da sopravvivere ancora a distanza di migliaia e migliaia di anni. Le armi usate nella ciclopica conquista sono l’acqua e il fuoco, cioè il Nilo e il sole; armi non raccolte ma forgiate, lavorate dall’antico popolo, perché dalla distruzione portata dall’acqua e dal fuoco fosse propiziata la fertilità della terra, la vita stessa dell’Egitto. Gli uomini collaborano con Iside e Osiride per ricreare la vita, per ridare alla terra le sembianze del paradiso, un Paradiso Terrestre che si ricongiunge con quello Celeste.
L’Egitto non è la Terra Promessa: è la terra creata dall’uomo giorno per giorno, anno per anno, in un’opera che si rinnova senza fine e dove si confonde creatura con Creatore. Non c’è più soluzione di continuità tra dei e uomini, gli dei sono tra gli uomini: il loro volto è lo stesso volto dell’uomo, o quello degli animali che lo circondano nel cielo e sulla terra; le loro mani sono invisibili e infinite, come infiniti sono i raggi del sole. In ogni zolla della terra d’Egitto c’è l’acqua e il fuoco cosmico, la morte e la resurrezione, l’essenza umana e l’essenza divina. Nilo e sole tracciano due anelli senza limiti che percorrono tutto l’universo di questo e dell’altro mondo, sono la via lungo la quale l’uomo nuovo del “pianeta Egitto” trova il divenire, la ragione stessa del suo eterno cammino. Per noi uomini del 2000 d.C. è ancora possibile ritrovare quell’ineffabile equilibrio tra la via dell’acqua e la via del fuoco, lasciandoci andare su una barca a vela nell’Alto Egitto.
È ancora possibile ritrovare quel ponte invisibile che ci unisce alle fonti della nostra storia, ritrovare la profonda emozione che provava il nostro antenato quando, settemila anni fa, ascoltava il canto che si innalzava, all’inizio dell’anno, con la piena del Nilo: “Vieni acqua della vita che scaturisci dal cielo, vieni acqua della vita che scaturisci dalla terra. Il cielo brucia e la terra trema all’arrivo del Grande Dio. Le montagne ad occidente e ad oriente si aprono, il Grande Dio appare, il Grande Dio s’impossessa del corpo dell’Egitto.”








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