Sicilia & Isole Eolie
676 Hotel in Sicilia & Isole Eolie
Ordina per
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
231537_Hotel_Villa_Carlotta
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Villa Carlotta
231537_Hotel_Villa_Carlotta
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Villa Carlotta
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
53396_Hotel_Vecchio_Borgo
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Vecchio Borgo
53396_Hotel_Vecchio_Borgo
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Vecchio Borgo
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
286599_Meridiana_Hotel_Taormina
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Meridiana Hotel Taormina
286599_Meridiana_Hotel_Taormina
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Meridiana Hotel Taormina
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
53496_Hotel_Caesar_Palace
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Caesar Palace
53496_Hotel_Caesar_Palace
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Caesar Palace
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
111570_Blu_Hotel_Portorosa
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Blu Hotel Portorosa
111570_Blu_Hotel_Portorosa
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Blu Hotel Portorosa
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
38458_Hotel_Antares
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Antares
38458_Hotel_Antares
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Antares
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
84515_Villa_Del_Bosco_Hotel
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Villa Del Bosco Hotel
84515_Villa_Del_Bosco_Hotel
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Villa Del Bosco Hotel
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
53491_Villa_Linda
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Villa Linda
53491_Villa_Linda
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Villa Linda
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
209892_Hotel_Garibaldi
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Garibaldi
209892_Hotel_Garibaldi
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Garibaldi
Chiudi
Trova il miglior prezzo con:
Fare clic sui loghi dei partner per aprire le offerte in una nuova finestra
Seleziona al meno un partner
38290_Hotel_Monte_Tauro
Region/index
CPA
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Monte Tauro
38290_Hotel_Monte_Tauro
Region/index
CPC
3
Mostra prezzo e disponibilità per Hotel Monte Tauro
Trovato niente?Cancellare le impostazioni
Altro su Sicilia & Isole Eolie
Ultime info Sicilia & Isole Eolie
Informazioni su Sicilia & Isole Eolie
Prima della partenza
Testo elaborato da "TEST"
La regione in cifrePopolazione residente:5.048.741
Superficie: 25.711
Capoluogo: Palermo
Info utili: Carabinieri 112 Vigili del fuoco 115 Guardia di Finanza 117 Croce rossa italiana 144
La Sicilia è l’isola più grande del Mar Mediterraneo. È bagnata a est dal mar Ionio, a nord dal mar Tirreno ed è divisa dall’Italia dallo stretto di Messina. È la regione più estesa d’Italia e i capoluoghi sono:Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani.
Clima
Il clima siciliano è un clima mediterraneo con estati calde e inverni miti. Nella parte sud-occidentale il clima è influenzato dalle correnti africane e per questo ci sono estati molto calde. Dalla parte del Tirreno e nell’entroterra la temperatura è più bassa e la piovosità aumenta. In estate c’è anche la presenza dello scirocco che proviene dal Sahara.
Lingua
La lingua ufficiale parlata in Sicilia è l’italiano anche se la maggior parte della popolazione parla il dialetto siciliano.
Paese & Persone
Testo elaborato da "TEST"
Tradizioni e folcloreLe tradizioni popolari sono naturalmente più presenti nei paesi che nelle grandi città. Queste tradizioni hanno creato nel tempo uno stereotipo chiamato “sicilianità” . Già Cicerone definiva i siciliani come “gente acuta e sospettosa, nata per le controversie”. Ancora oggi in molte opere i siciliani vengono definiti come coloro che hanno alto il senso della famiglia e dell’onore, rispettano la donna e la femminilità. Un popolo che ama la propria terra e possiede un grande senso dell’accoglienza. La famiglia siciliana, nella tradizione, è formato da un gruppo molto allargato di persone. Per pranzo e per cena c’è l’abitudine di fare grandi tavolate. Gli orari sono molto spostati rispetto al resto d’Italia e il pranzo viene servito anche alle 14 mentre la cena verso le21/22.
Come arrivare
Testo elaborato da "TEST"
Via aerea:In Sicilia ci sono 5 aeroporti di cui 2 internazionali. Gli aeroporti sono collegati direttamente ad altre città sia siciliane che europee. Ci sono voli diretti da Milano, Torino, Bologna, Genova, Venezia, Trieste, Cagliari, Firenze, Pisa, Roma, Napoli e Bari.
Gli aeroporti principali sono quello di Palermo Punta Raisi intitolato “Falcone e Borsellino” e quello di Catania Fontana rossa intitolato “Vincenzo Bellini”. Un aeroporto in forte crescita è l’ aeroporto di Trapani Birgi intitolato “Vincenzo Florio”. Inoltre ci sono l’aeroporto di Lampedusa che effettua voli diretti per Roma, Milano eCatania e l’aeroporto di Pantelleria collegato con Trapani e Palermo.
È utile anche l’aeroporto di Reggio Calabria che si trova molto vicino allo stretto di Messina.
Via mare:
La Sicilia è raggiungibile via mare grazie a diversi collegamenti. I porti più importanti sono quelli di Palermo, Messina, Catania, Trapani, Gela e Porto Empedocle ad Agrigento.
Via terra:
La via più veloce per raggiungere la Sicilia in auto o in moto è l’Autostrada del Sole. Questa autostrada è gratuita da Napoli a Reggio Calabria e l’uscita è Villa San Giovanni da cui è possibile prendere il traghetto che attraversa lo stretto.
Vivere & Divertirsi
Testo elaborato da "TEST"
EventiIn Sicilia le feste più importanti sono quelle religiose. A Palermo è molto sentita la festa in onore di Santa Rosalia che il 14 Luglio si chiude con una processione di migliaia di fedeli. Ad Enna è molto sentita la processione del Venerdì Santo che consiste in una fiaccolata di frati incappucciati. Nella valle dei Templi, ogni febbraio, c’è la Sagra del mandorlo in fiore, mentre ad Agosto cavalieri in costume si sfidano al Palio dei Normanni a Piazza Armerina. Altre feste religiose importanti sono i festeggiamenti di Sant’Agata a Catania, Santa Lucia a Siracusa e il presepe vivente di Agira. Tra le manifestazioni gastronomiche ricordiamo il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo che si svolge a Settembre. Per vedere le rappresentazioni dei famosi “pupi” da non perdere il Festival di Morgana che si svolge tra Novembre e Dicembre.
Gastronomia
La cucina siciliana è una vera e propria cultura. Numerosi sono iprodotti tipici ed ogni provincia ha la sua prelibatezza. Molto conosciuta è la granita siciliana in tutte le province ma soprattutto a Messina e Catania.
Il latte di mandorla e l’orzata sono altre due bevande tipiche siciliane. Tra i prodotti salati troviamo gli arancini di riso, diffusi in tutta la Sicilia. A Messina come prodotti tipici troviamo la focaccia e i rustici, mentre a Palermo sono tipiche le crocchette di patate chiamate “crocchè”e le panelle. Un ingrediente che ricorre sovente nei primi piatti sono le melanzane presenti nella caponata, nella parmigiana e nella pasta alla norma. Un prodotto tipico di Trapani è il cous cous, piatto tipico del Mediterraneo.
Tra i prodotti di pasticceria troviamo la cassata siciliana, i cannoli siciliani e la Torta Fedora.
Shopping
In Sicilia è difficile resistere alla tentazione di fare shopping gastronomico tra cui: confetture, marzapane, liquori e vini.
Tra i dolci si possono acquistare la frutta martorana o le tavolette di cioccolato di Modica agli agrumi. Tra i prodotti di artigianato troviamo i carretti siciliani, i tamburelli e i pupi siciliani.
Molto particolari sono anche le ceramiche ispirate all’antica grecia.
Luoghi di interesse
La Sicilia è tra le regioni italiane con il numero più alto di patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Tra i maggiori siti troviamo:
- le isole Eolie
- la valle dei Templi di Agrigento
- la villa del Casale di Piazza Armerina
- il centro storico di Siracusa e la necropoli di Pantalica
- gli edifici barocchi di Caltagirone, Militello, Catania, Modica, Ragusa, Scicli, Noto e Palazzolo Acreide.
Sicilia & Isole Eolie: Le cose da vedere più gettonate
Sicilia & Isole Eolie: guida di viaggio
Prima di diventare la Trinacria dei Greci, l’isola dai “tre promontori” (tréis ácra in greco), così chiamata per la sua inconfondibile forma tricuspide, la Sicilia visse una lunga stagione
preistorica che la vide insediata sicuramente fin dal IX-VIII millennio a.C. A partire dal V millennio a.C. si sviluppa l’agricoltura e con essa l’allevamento del bestiame e il culto più antico dell’
umanità, quello della feconda Madre Terra, particolarmente sentito e tramandato senza interruzioni nella zona di Erice. Si abbandonano le grotte e i villaggi di capanne sviluppano i primi nuclei
indigeni. A questo periodo appartengono gli insediamenti rupestri di Megara Hyblaea e Stentinello, nei pressi di Siracusa, dove sono stati rinvenuti resti di ceramiche con decorazioni incise, tra le
più antiche di quest’arte.
Un paesaggio umanizzato e una terra addomesticata dovettero trovare i primi di una lunga serie di colonizzatori, i Fenici, navigatori e abili commercianti che in Occidente esportavano preziosi manufatti e legname in cambio di materie prime. Le loro imbarcazioni non tardarono ad affacciarsi, a partire dal X secolo a.C., sulle coste siciliane occidentali dove avrebbero poi fondato città come Palermo, Mozia, Solunto. Seguirono i Greci che a partire dall’VIII sec. a.C. si stabilirono a più riprese sul lato orientale dell’isola.
Il futuro della Sicilia fu da questo momento tutto concentrato nel suo splendido mare che, percorso dalle rotte del commercio tra Occidente e mondo greco-orientale, circondava l’isola più grande del Mar Mediterraneo, punto di incontro tra il nord e il sud di questo ampio bacino naturale ricco di civiltà e commerci.
La dominazione greca inaugurò nell’isola un lungo periodo di alta espressione artistica, quella che conferisce nobiltà alla bellezza selvaggia del paesaggio. Ne sono grandissimi esempi il Tempio e il Teatro di Segesta, i Templi di Agrigento e Selinunte, il Tempio di Apollo e il Teatro di Siracusa, il Teatro di Taormina, entità quasi metafisiche che si staccano superbamente dallo scenario naturale.
La dominazione romana si caratterizzò invece per una politica di puro sfruttamento della nuova provincia. L’espansionismo romano, affermatosi rapidissimo a partire dal III secolo a.C. nella penisola italica, in quella iberica, sulle coste africane e sul fronte greco-orientale, coinvolse anche la Sicilia in quel processo che alle soglie dell’Era Cristiana portò alla caduta della Repubblica e alla nascita dell’Impero. L’ampiezza del territorio, da controllare anche con la forza di un esercito potenziato, favorì in Sicilia il disgregarsi della vecchia organizzazione agricola e l’introduzione – attraverso larghe confische di terre – del latifondo, adatto a coltivazioni su vasta scala bisognose di poche cure come l’opera degli schiavi di guerra trasferiti nell’isola dall’Asia e dall’Africa; una forma diventata, nei secoli a seguire, simbolo di arretratezza economica e alla quale l’agricoltura siciliana sarebbe rimas... Continua a leggere
Un paesaggio umanizzato e una terra addomesticata dovettero trovare i primi di una lunga serie di colonizzatori, i Fenici, navigatori e abili commercianti che in Occidente esportavano preziosi manufatti e legname in cambio di materie prime. Le loro imbarcazioni non tardarono ad affacciarsi, a partire dal X secolo a.C., sulle coste siciliane occidentali dove avrebbero poi fondato città come Palermo, Mozia, Solunto. Seguirono i Greci che a partire dall’VIII sec. a.C. si stabilirono a più riprese sul lato orientale dell’isola.
Il futuro della Sicilia fu da questo momento tutto concentrato nel suo splendido mare che, percorso dalle rotte del commercio tra Occidente e mondo greco-orientale, circondava l’isola più grande del Mar Mediterraneo, punto di incontro tra il nord e il sud di questo ampio bacino naturale ricco di civiltà e commerci.
La dominazione greca inaugurò nell’isola un lungo periodo di alta espressione artistica, quella che conferisce nobiltà alla bellezza selvaggia del paesaggio. Ne sono grandissimi esempi il Tempio e il Teatro di Segesta, i Templi di Agrigento e Selinunte, il Tempio di Apollo e il Teatro di Siracusa, il Teatro di Taormina, entità quasi metafisiche che si staccano superbamente dallo scenario naturale.
La dominazione romana si caratterizzò invece per una politica di puro sfruttamento della nuova provincia. L’espansionismo romano, affermatosi rapidissimo a partire dal III secolo a.C. nella penisola italica, in quella iberica, sulle coste africane e sul fronte greco-orientale, coinvolse anche la Sicilia in quel processo che alle soglie dell’Era Cristiana portò alla caduta della Repubblica e alla nascita dell’Impero. L’ampiezza del territorio, da controllare anche con la forza di un esercito potenziato, favorì in Sicilia il disgregarsi della vecchia organizzazione agricola e l’introduzione – attraverso larghe confische di terre – del latifondo, adatto a coltivazioni su vasta scala bisognose di poche cure come l’opera degli schiavi di guerra trasferiti nell’isola dall’Asia e dall’Africa; una forma diventata, nei secoli a seguire, simbolo di arretratezza economica e alla quale l’agricoltura siciliana sarebbe rimas... Continua a leggere
Prima di diventare la Trinacria dei Greci, l’isola dai “tre promontori” (tréis ácra in greco), così chiamata per la sua inconfondibile forma tricuspide, la Sicilia visse una lunga stagione
preistorica che la vide insediata sicuramente fin dal IX-VIII millennio a.C. A partire dal V millennio a.C. si sviluppa l’agricoltura e con essa l’allevamento del bestiame e il culto più antico dell’
umanità, quello della feconda Madre Terra, particolarmente sentito e tramandato senza interruzioni nella zona di Erice. Si abbandonano le grotte e i villaggi di capanne sviluppano i primi nuclei
indigeni. A questo periodo appartengono gli insediamenti rupestri di Megara Hyblaea e Stentinello, nei pressi di Siracusa, dove sono stati rinvenuti resti di ceramiche con decorazioni incise, tra le
più antiche di quest’arte.
Un paesaggio umanizzato e una terra addomesticata dovettero trovare i primi di una lunga serie di colonizzatori, i Fenici, navigatori e abili commercianti che in Occidente esportavano preziosi manufatti e legname in cambio di materie prime. Le loro imbarcazioni non tardarono ad affacciarsi, a partire dal X secolo a.C., sulle coste siciliane occidentali dove avrebbero poi fondato città come Palermo, Mozia, Solunto. Seguirono i Greci che a partire dall’VIII sec. a.C. si stabilirono a più riprese sul lato orientale dell’isola.
Il futuro della Sicilia fu da questo momento tutto concentrato nel suo splendido mare che, percorso dalle rotte del commercio tra Occidente e mondo greco-orientale, circondava l’isola più grande del Mar Mediterraneo, punto di incontro tra il nord e il sud di questo ampio bacino naturale ricco di civiltà e commerci.
La dominazione greca inaugurò nell’isola un lungo periodo di alta espressione artistica, quella che conferisce nobiltà alla bellezza selvaggia del paesaggio. Ne sono grandissimi esempi il Tempio e il Teatro di Segesta, i Templi di Agrigento e Selinunte, il Tempio di Apollo e il Teatro di Siracusa, il Teatro di Taormina, entità quasi metafisiche che si staccano superbamente dallo scenario naturale.
La dominazione romana si caratterizzò invece per una politica di puro sfruttamento della nuova provincia. L’espansionismo romano, affermatosi rapidissimo a partire dal III secolo a.C. nella penisola italica, in quella iberica, sulle coste africane e sul fronte greco-orientale, coinvolse anche la Sicilia in quel processo che alle soglie dell’Era Cristiana portò alla caduta della Repubblica e alla nascita dell’Impero. L’ampiezza del territorio, da controllare anche con la forza di un esercito potenziato, favorì in Sicilia il disgregarsi della vecchia organizzazione agricola e l’introduzione – attraverso larghe confische di terre – del latifondo, adatto a coltivazioni su vasta scala bisognose di poche cure come l’opera degli schiavi di guerra trasferiti nell’isola dall’Asia e dall’Africa; una forma diventata, nei secoli a seguire, simbolo di arretratezza economica e alla quale l’agricoltura siciliana sarebbe rimasta legata a più riprese. La nuova provincia fu trasformata così nel granaio della capitale; inoltre, le città pagavano regolari tributi a Roma.
L’arte in Sicilia non subì variazioni sensibili dopo la conquista romana, inserendosi nel panorama già disegnato dai Greci. Prevale il principio dell’utilitas: cambia la destinazione degli edifici pubblici e frequenti sono i rifacimenti dei teatri greci ristrutturati in base alle esigenze degli spettacoli in uso in età romana: è il caso del Teatro di Catania e del Teatro Greco di Taormina – il secondo per grandezza dopo quello di Siracusa – che nella nuova versione del II secolo a.C. acquista in capienza e grandiosità. Tra le testimonianze architettoniche di impianto romano dominano gli Anfiteatri di Catania e di Siracusa.
Con la fine dell’Impero Romano d’Occidente (476) si affaccia la nuova realtà della civiltà islamica – che svolgerà un ruolo importante nel contesto siciliano – contro la quale si riorganizzerà l’ Occidente cristiano delle Crociate medievali.
In Sicilia la decadenza dell’Impero lascia campo libero alle invasioni barbariche (i Vandali, 468; gli Ostrogoti, 491); segue l’annessione all’Impero Romano d’Oriente sotto Giustiniano (535): tre secoli di dominazione bizantina che vedono il consolidarsi della tradizione religiosa dell’isola, cristianizzata fin dal IV secolo (nel 313 l’editto di Costantino aveva riconosciuto ai cristiani la libertà di culto in tutto il territorio dell’Impero): sulle fondamenta dei templi si costruiscono nuove cattedrali – è il caso della Cattedrale di Siracusa edificata sul Tempio di Atena nell’isola di Ortigia –, ai numerosi monasteri fatti erigere da papa Gregorio Magno (590-604) si aggiungono quelli orientali, veri e propri centri di studi eruditi preposti alla trasmissione della lingua e della tradizione greca classica, che offriranno un significativo contributo al patrimonio culturale siciliano.
Gli Arabi, sbarcati in Sicilia (a Mazara) nell’827, la governarono per quasi due secoli. Se da un lato gli “infedeli”, contro i quali si organizzò la Guerra Santa, conquistarono l’isola con feroci razzie e con una crudeltà passata alla storia, il loro governo operò al contrario all’insegna della tolleranza religiosa e culturale. L’Islamismo, caratterizzato dalla mancanza di un’autorità religiosa centrale, portò in Sicilia come sua componente specifica un’apertura cosmopolita, un elemento di modernità sconosciuto ai popoli dell’Occidente. Di questo insegnamento il più originale interprete sarebbe stato Federico II di Svevia, anticipatore in pieno Medioevo di una gestione “illuminata” che le nazioni europee avrebbero sperimentato solo molti secoli più tardi.
Moderno era anche il bagaglio scientifico degli Arabi che importarono contenuti innovatori nella matematica, l’astronomia, l’ottica, l’acustica, la medicina. L’introduzione di nuove tecniche di irrigazione conseguì una vera e propria rinascita nell’agricoltura impoverita dai latifondi e ora organizzata in una pluralità di appezzamenti; di origine araba sono molti termini dialettali legati alla terra. Furono introdotte nuove colture: mandarini, arance, lo zibibbo (zibibbu), il pistacchio (frastuca), il limone (lumia); anche la cucina ha conservato molti piatti di derivazione araba.
La pace sociale e religiosa, la raggiunta rinascita economica danno i loro frutti sotto la dinastia dei Kalbiti di Palermo (948-1040), quando la Sicilia araba vive il periodo del suo massimo splendore. Palermo (il cui nome arabo era Balarm), sottratta ai Bizantini nell’831 e salita al rango di capitale dell’Emirato di Sicilia (948), diventa presto una fra le città più conosciute d’Europa grazie soprattutto alla sua rapida ascesa commerciale. La sua funzione originaria di grande scalo ed emporio – sintetizzata nel nome che le assegnarono i Greci (Panórmos, “tutto porto”) – viene ulteriormente valorizzata dalla gestione araba: il porto si accresce di mercati e quartieri diventando un polo strategico della vasta rete commerciale costruita dall’Impero islamico.
Il vuoto lasciato dalla decadenza della dinastia dei Kalbiti apre la strada all’invasione normanna. Nel 1091 il conte Ruggero d’Altavilla porta a termine la riconquista cristiana della Sicilia e pone le basi della politica normanna, di affermazione del potere feudale e di garanzia delle libertà civili e religiose, accogliendo l’indirizzo già impresso dal governo arabo. Il figlio Ruggero II, re di Sicilia e Puglia (1113-1154), sulla strada aperta dal padre porterà il regno al suo massimo splendore, fissando la componente araba come elemento stabile della realtà siciliana e consolidando il primato del feudalesimo nell’isola.
Un paesaggio umanizzato e una terra addomesticata dovettero trovare i primi di una lunga serie di colonizzatori, i Fenici, navigatori e abili commercianti che in Occidente esportavano preziosi manufatti e legname in cambio di materie prime. Le loro imbarcazioni non tardarono ad affacciarsi, a partire dal X secolo a.C., sulle coste siciliane occidentali dove avrebbero poi fondato città come Palermo, Mozia, Solunto. Seguirono i Greci che a partire dall’VIII sec. a.C. si stabilirono a più riprese sul lato orientale dell’isola.
Il futuro della Sicilia fu da questo momento tutto concentrato nel suo splendido mare che, percorso dalle rotte del commercio tra Occidente e mondo greco-orientale, circondava l’isola più grande del Mar Mediterraneo, punto di incontro tra il nord e il sud di questo ampio bacino naturale ricco di civiltà e commerci.
La dominazione greca inaugurò nell’isola un lungo periodo di alta espressione artistica, quella che conferisce nobiltà alla bellezza selvaggia del paesaggio. Ne sono grandissimi esempi il Tempio e il Teatro di Segesta, i Templi di Agrigento e Selinunte, il Tempio di Apollo e il Teatro di Siracusa, il Teatro di Taormina, entità quasi metafisiche che si staccano superbamente dallo scenario naturale.
La dominazione romana si caratterizzò invece per una politica di puro sfruttamento della nuova provincia. L’espansionismo romano, affermatosi rapidissimo a partire dal III secolo a.C. nella penisola italica, in quella iberica, sulle coste africane e sul fronte greco-orientale, coinvolse anche la Sicilia in quel processo che alle soglie dell’Era Cristiana portò alla caduta della Repubblica e alla nascita dell’Impero. L’ampiezza del territorio, da controllare anche con la forza di un esercito potenziato, favorì in Sicilia il disgregarsi della vecchia organizzazione agricola e l’introduzione – attraverso larghe confische di terre – del latifondo, adatto a coltivazioni su vasta scala bisognose di poche cure come l’opera degli schiavi di guerra trasferiti nell’isola dall’Asia e dall’Africa; una forma diventata, nei secoli a seguire, simbolo di arretratezza economica e alla quale l’agricoltura siciliana sarebbe rimasta legata a più riprese. La nuova provincia fu trasformata così nel granaio della capitale; inoltre, le città pagavano regolari tributi a Roma.
L’arte in Sicilia non subì variazioni sensibili dopo la conquista romana, inserendosi nel panorama già disegnato dai Greci. Prevale il principio dell’utilitas: cambia la destinazione degli edifici pubblici e frequenti sono i rifacimenti dei teatri greci ristrutturati in base alle esigenze degli spettacoli in uso in età romana: è il caso del Teatro di Catania e del Teatro Greco di Taormina – il secondo per grandezza dopo quello di Siracusa – che nella nuova versione del II secolo a.C. acquista in capienza e grandiosità. Tra le testimonianze architettoniche di impianto romano dominano gli Anfiteatri di Catania e di Siracusa.
Con la fine dell’Impero Romano d’Occidente (476) si affaccia la nuova realtà della civiltà islamica – che svolgerà un ruolo importante nel contesto siciliano – contro la quale si riorganizzerà l’ Occidente cristiano delle Crociate medievali.
In Sicilia la decadenza dell’Impero lascia campo libero alle invasioni barbariche (i Vandali, 468; gli Ostrogoti, 491); segue l’annessione all’Impero Romano d’Oriente sotto Giustiniano (535): tre secoli di dominazione bizantina che vedono il consolidarsi della tradizione religiosa dell’isola, cristianizzata fin dal IV secolo (nel 313 l’editto di Costantino aveva riconosciuto ai cristiani la libertà di culto in tutto il territorio dell’Impero): sulle fondamenta dei templi si costruiscono nuove cattedrali – è il caso della Cattedrale di Siracusa edificata sul Tempio di Atena nell’isola di Ortigia –, ai numerosi monasteri fatti erigere da papa Gregorio Magno (590-604) si aggiungono quelli orientali, veri e propri centri di studi eruditi preposti alla trasmissione della lingua e della tradizione greca classica, che offriranno un significativo contributo al patrimonio culturale siciliano.
Gli Arabi, sbarcati in Sicilia (a Mazara) nell’827, la governarono per quasi due secoli. Se da un lato gli “infedeli”, contro i quali si organizzò la Guerra Santa, conquistarono l’isola con feroci razzie e con una crudeltà passata alla storia, il loro governo operò al contrario all’insegna della tolleranza religiosa e culturale. L’Islamismo, caratterizzato dalla mancanza di un’autorità religiosa centrale, portò in Sicilia come sua componente specifica un’apertura cosmopolita, un elemento di modernità sconosciuto ai popoli dell’Occidente. Di questo insegnamento il più originale interprete sarebbe stato Federico II di Svevia, anticipatore in pieno Medioevo di una gestione “illuminata” che le nazioni europee avrebbero sperimentato solo molti secoli più tardi.
Moderno era anche il bagaglio scientifico degli Arabi che importarono contenuti innovatori nella matematica, l’astronomia, l’ottica, l’acustica, la medicina. L’introduzione di nuove tecniche di irrigazione conseguì una vera e propria rinascita nell’agricoltura impoverita dai latifondi e ora organizzata in una pluralità di appezzamenti; di origine araba sono molti termini dialettali legati alla terra. Furono introdotte nuove colture: mandarini, arance, lo zibibbo (zibibbu), il pistacchio (frastuca), il limone (lumia); anche la cucina ha conservato molti piatti di derivazione araba.
La pace sociale e religiosa, la raggiunta rinascita economica danno i loro frutti sotto la dinastia dei Kalbiti di Palermo (948-1040), quando la Sicilia araba vive il periodo del suo massimo splendore. Palermo (il cui nome arabo era Balarm), sottratta ai Bizantini nell’831 e salita al rango di capitale dell’Emirato di Sicilia (948), diventa presto una fra le città più conosciute d’Europa grazie soprattutto alla sua rapida ascesa commerciale. La sua funzione originaria di grande scalo ed emporio – sintetizzata nel nome che le assegnarono i Greci (Panórmos, “tutto porto”) – viene ulteriormente valorizzata dalla gestione araba: il porto si accresce di mercati e quartieri diventando un polo strategico della vasta rete commerciale costruita dall’Impero islamico.
Il vuoto lasciato dalla decadenza della dinastia dei Kalbiti apre la strada all’invasione normanna. Nel 1091 il conte Ruggero d’Altavilla porta a termine la riconquista cristiana della Sicilia e pone le basi della politica normanna, di affermazione del potere feudale e di garanzia delle libertà civili e religiose, accogliendo l’indirizzo già impresso dal governo arabo. Il figlio Ruggero II, re di Sicilia e Puglia (1113-1154), sulla strada aperta dal padre porterà il regno al suo massimo splendore, fissando la componente araba come elemento stabile della realtà siciliana e consolidando il primato del feudalesimo nell’isola.
Chiudere





















