Piccola Polonia: 1664 hotel

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Hotel Helan
5,8
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da € 22,-
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Hotel Novotel Krakow Centrum
5,1
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93% raccomandazione
Apprezzato dagli ospiti perché: vicino ai negozi, pulito con cura, in posizione ottimale per escursioni, mostra tutto
Solo hotel:
da € 50,-
a notte

Andel's Hotel Cracow
5,4
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Solo hotel:
da € 67,-
a notte

Hotel Dwór Kościuszko
5,6
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100% raccomandazione
Solo hotel:
da € 58,-
a notte

Hotel Krynica Conference & Spa
5,2
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100% raccomandazione
Solo hotel:
da € 45,-
a notte

Hotel Bukovina
5,3
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Solo hotel:
da € 155,-
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AAA Kraków Apartments
5,2
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Solo hotel:
da € 69,-
a notte

Hotel Ibis Krakow Centrum
4,9
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Solo hotel:
da € 50,-
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Hotel Dwór Karolówka
5,9
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Solo hotel:
da € 30,-
a notte

Qubus Hotel Krakow
5,0
Soli
75% raccomandazione
Solo hotel:
da € 65,-
a notte

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Informazioni su Piccola Polonia


Prima della partenza

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Piccola Polonia: guida di viaggio

Cracovia non è stata costruita in un giorno” recita un proverbio polacco definendo uno degli aspetti essenziali di questa città: la sua storia lunghissima.
Città di origini antiche, Cracovia fu per secoli capitale della Polonia e luogo di spicco nel panorama europeo. Fin dal XIV secolo sede di una prestigiosa Università, oggi può esser... Continua a leggere
Cracovia non è stata costruita in un giorno” recita un proverbio polacco definendo uno degli aspetti essenziali di questa città: la sua storia lunghissima.
Città di origini antiche, Cracovia fu per secoli capitale della Polonia e luogo di spicco nel panorama europeo. Fin dal XIV secolo sede di una prestigiosa Università, oggi può essere considerata la capitale culturale del Paese.

LE MURA E I CAMMINAMENTI

La costruzione dell’antica cinta muraria di Cracovia iniziò nel 1285 per volere del principe Leszec il Nero allo scopo di fronteggiare i continui assedi dei Tartari che nel 1241 avevano raso al suolo la città. Nel XV secolo tutto l’attuale centro storico di Cracovia era circondato da un fossato e da una doppia cortina rinforzata che contava alla fine 47 torri, quadrate e cilindriche, e otto porte, assolvendo egregiamente al suo ruolo difensivo. Alla sua demolizione degli inizi dell’Ottocento, per fare posto ai Planty, è sopravvissuto il tratto adiacente alla Porta di San Floriano, la cui costruzione risale alle prime mura. Il complesso monumentale di Brama Floriańska comprende i camminamenti, i tratti della cinta muraria con la Ciesielska (Torre dei Falegnami), la Stolarska (Torre dei Carpentieri), e la Baszta Pasamoników (Torre dei Merciai), il Barbacane e l’Arsenale cinquecentesco.

IL COMPLESSO ARCHITETTONICO DEL WAWEL

Da secoli il panorama del Wawel si presenta dominato dalla cinta dei bastioni, la mole del Castello Reale (Zamek) con le sue torri e il complesso della Cattedrale (Katedra) con le tre torri, le cappelle e le cripte.
Alla base della Torre dei Ladri inizia la visita al cosiddetto Antro del Drago (Smocza Jama), una caverna lunga 270 m di cui 81 visitabili, legata al mito delle origini di Cracovia.
La Casa del Vicario (Wikarówka) è abitata dai sacerdoti della parrocchia della Cattedrale. Gli edifici sul lato nord-occidentale della collina ospitano gli addetti ai musei del Wawel.
Le stanze delle antiche cucine reali accolgono la mostra permanente “Il Wawel perduto” (Wawel zaginiony) con reperti delle antiche fortificazioni, resti di epoca romanica tra cui la notevole Rotonda absidata della Chiesa di Santa Maria, ricostruzioni del Castello dall’XI secolo al periodo gotico.
Di grande bellezza sono le Stanze e gli Appartamenti Reali con le loro collezioni d’arte, il Tesoro della Corona e l’Armeria (Skarbiec Koronny i Zbrojownia) e la collezione di Arte Orientale (Sztuka Wschodu).
Nello spazio aperto antistante l’edificio delle antiche cucine è stato individuato il sito archeologico con fondamenta di edifici religiosi medievali. In una delle case capitolari, adiacente alla Porta dei Vasa, ha sede il Museo della Cattedrale aperto nel 1978 dall’allora cardinale di Cracovia Karol Wojtyła.

KOPALNIA SOLI “WIELICZKA”
La Miniera di Salgemma di Wieliczka

La Miniera di Salgemma di Wieliczka è una delle più antiche testimonianze della cultura materiale dell’uomo. Dal 1978 annoverata nella prima lista del Patrimonio Culturale e Naturale dell’UNESCO, questa storica miniera, superata in antico solo da quella della vicina Bochnia, è ancora attiva e ha lavorato ininterrottamente dal XIII secolo: un complesso di grotte, passaggi, corridoi, laghi sotterranei, che copre un percorso di 300 km disposti su nove livelli, dai 64 ai 327 m di profondità.

La nascita di questo grande giacimento di salgemma risale a 13 milioni e mezzo di anni fa quando nel cosiddetto Avvallamento dei Precarpazi si raccolsero imponenti cristallizzazioni del sale disciolto nelle acque marine: sedimenti e concrezioni rocciose che a seguito di ripetuti movimenti tettonici si disposero a strati nei livelli più profondi e a blocchi in quelli superiori.
Oggi il salgemma trova applicazione in campo alimentare e industriale. Anticamente era un elemento vitale per la conservazione degli alimenti (tanto importante da sostituire in alcuni casi la moneta di scambio), la cui industria in Polonia sotto Casimiro il Grande fu regolata da uno Statuto, raggiungendo profitti tali da coprire il 30% delle entrate statali.

L’attività della Miniera di Wieliczka iniziò nel Medioevo, cambiando totalmente la lavorazione del sale fino ad allora ottenuto per evaporazione nelle saline, attingendo alle fonti salifere di superficie.
L’itinerario turistico è lungo circa 2 km, distribuiti tra il I e il III livello fino a 135 m di profondità, e copre l’area “storica”, dove è ampiamente documentata l’evoluzione delle tecniche minerarie.
La visita inizia con il Pozzo Daniłowicz intitolato al direttore della miniera negli anni 1635-1640: la prima grotta del I livello è dedicata a Niccolò Copernico che probabilmente visitò la miniera nel 1493, tra i primi a inaugurare una lunga stagione turistica che ha registrato tra i visitatori della miniera personalità come Wolfgang Goethe, Dmitrij Mendeleev, Karol Wojtyła, Bill Clinton.

La grotta mostra i sostegni lignei adottati per contrastare la pressione della roccia, sfruttando la proprietà del legno impregnato di sale di conservarsi a lungo. Di particolare interesse è la Grotta "Spalone" (Bruciata), dove secoli fa divampò un incendio che distrusse la difesa lignea: posta a 64 m di profondità, illustra le antiche tecniche per monitorare i rischi di crollo e di fughe di gas ricorrendo ai “testimoni” – pilastri di legno che sollecitati dalla pressione si piegano fino a spezzarsi – e ai “penitenti”, operai addetti a bruciare sul nascere il metano incuneato nel soffitto delle grotte. Sempre al I livello incontriamo la Grotta Casimiro il Grande, omaggio al creatore dello Statuto delle Miniere di Cracovia (1368), e la Galleria longitudinale Cunegonda che mostra l’estrazione del sale dalle saline di superficie, metodo collaudato fin dalla più remota antichità.

Il passaggio al II livello superiore è consentito dalla Grotta Pieskowa Skała, di particolare suggestione, dove è conservata l’antica scala scolpita nella roccia percorsa un tempo dai portatori di sale. Al termine del passaggio, disposta tra II livello superiore e inferiore, tra i 91,6 e 101,4 metri di profondità, si trova la spettacolare Cappella di Santa Kinga (Cunegonda), dedicata alla santa patrona della Polonia. Creata nel 1896 nel vano occupato da un enorme blocco di sale verde, è stata arredata nel corso del XX secolo con oggetti esclusivamente di sale, tra cui un monumento dedicato a Giovanni Paolo II. Del percorso più profondo si segnala al II livello inferiore (100,4 m di profondità) la Grotta Erasmo Barącz intitolata al direttore della miniera negli anni 1917-1918, suggestiva per la presenza di un laghetto salato, e a 124,7 m la Grotta dedicata al geologo Stanislao Staszic, la più alta dell’itinerario turistico

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