Istanbul
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Istanbul: Le cose da vedere più gettonate
Istanbul: guida di viaggio
İstanbul: punto chiave della geografia mondiale, centro degli interessi delle potenze internazionali, capitale di un impero, l’unica città al mondo che appartenga a due continenti, l’
Europa e l’Asia. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi e sconfinano nella leggenda. Si narra che un gruppo di coloni Dori provenienti da Megara approdarono e si stabilirono sulla sponda
asiatica del Bosforo, fondando una colonia a Calcedonia. Nel 658 a.C. un secondo gruppo di coloni guidato da Bizante, prima di intraprendere il viaggio, consultò l’oracolo di Delfi,
che consigliò di fermarsi sulla terra che si trova «di fronte al paese dei ciechi».
Bizante interpretò bene l’oracolo e fondò una colonia sulla sponda europea opposta a Calcedonia, in un porto tranquillo e riparato, mentre i precedenti coloni, nella loro cecità, non avevano apprezzato la bellezza del luogo e avevano preferito una baia spazzata dai venti. Il luogo scelto da Bizante, in effetti, era ottimo e la posizione altamente strategica. Attraverso lo stretto del Bosforo, infatti, il Mar Nero comunica con il Mar di Marmara e questo a sua volta, attraverso lo stretto dei Dardanelli, sfocia nell’Egeo e quindi nel Mediterraneo.
«Il mare circonda Costantinopoli come una ghirlanda», scrisse Procopio: infatti, proprio qui, il Bosforo forma un tortuoso e lungo porto naturale, a forma di corno di bue, noto come Corno d’ Oro. Grazie a questa posizione, Bisanzio divenne ben presto un importante centro commerciale, su cui avidi vicini misero gli occhi: Dario di Persia per primo, che la conquistò nel 513 a.C.
Liberata da Pausania, re di Sparta, Bisanzio tenne saldamente testa a Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno, che nel 340 a.C. la cinse d’assedio. Dice la leggenda che la notte dell’attacco la luna uscì dalle nuvole, rivelando così ai bizantini l’imminente assalto del nemico.
Da allora, la mezzaluna è diventata il simbolo della città. Dopo avere stretto un patto di alleanza con i romani, Bisanzio fece l’errore di schierarsi dalla parte di Pescennio Nigro, avversario di Settimio Severo che, nel 196 d.C., dopo un lungo assedio, espugnò la città ribelle. Settimio Severo, tuttavia, fu giusto e generoso e ricostruì la città, edificando teatri, le terme, l’ ippodromo.
Nel III secolo d.C., mentre Roma sta avviandosi verso il declino, l’astro di Bisanzio continua a crescere: nel 324 d.C. Costantino riunisce le due parti dell’impero e l’11 maggio del 330 la consacra solennemente nuova capitale con il nome di “Nea Roma”. Sarà più conosciuta come Costantinopoli, e la cultura cui darà vita, assolutamente nuova e originale rispetto a quella latina, sarà la civiltà bizantina e brillerà per secoli. Costantinopoli, che al pari di Roma estese le sue mura su sette colli, raggiunse il suo splendore sotto l’imperatore Giustiniano, dopo che nel 476 l’ impero romano d’Occidente era tramontato. La lingua ufficiale non è più il latino bensì il gre... Continua a leggere
Bizante interpretò bene l’oracolo e fondò una colonia sulla sponda europea opposta a Calcedonia, in un porto tranquillo e riparato, mentre i precedenti coloni, nella loro cecità, non avevano apprezzato la bellezza del luogo e avevano preferito una baia spazzata dai venti. Il luogo scelto da Bizante, in effetti, era ottimo e la posizione altamente strategica. Attraverso lo stretto del Bosforo, infatti, il Mar Nero comunica con il Mar di Marmara e questo a sua volta, attraverso lo stretto dei Dardanelli, sfocia nell’Egeo e quindi nel Mediterraneo.
«Il mare circonda Costantinopoli come una ghirlanda», scrisse Procopio: infatti, proprio qui, il Bosforo forma un tortuoso e lungo porto naturale, a forma di corno di bue, noto come Corno d’ Oro. Grazie a questa posizione, Bisanzio divenne ben presto un importante centro commerciale, su cui avidi vicini misero gli occhi: Dario di Persia per primo, che la conquistò nel 513 a.C.
Liberata da Pausania, re di Sparta, Bisanzio tenne saldamente testa a Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno, che nel 340 a.C. la cinse d’assedio. Dice la leggenda che la notte dell’attacco la luna uscì dalle nuvole, rivelando così ai bizantini l’imminente assalto del nemico.
Da allora, la mezzaluna è diventata il simbolo della città. Dopo avere stretto un patto di alleanza con i romani, Bisanzio fece l’errore di schierarsi dalla parte di Pescennio Nigro, avversario di Settimio Severo che, nel 196 d.C., dopo un lungo assedio, espugnò la città ribelle. Settimio Severo, tuttavia, fu giusto e generoso e ricostruì la città, edificando teatri, le terme, l’ ippodromo.
Nel III secolo d.C., mentre Roma sta avviandosi verso il declino, l’astro di Bisanzio continua a crescere: nel 324 d.C. Costantino riunisce le due parti dell’impero e l’11 maggio del 330 la consacra solennemente nuova capitale con il nome di “Nea Roma”. Sarà più conosciuta come Costantinopoli, e la cultura cui darà vita, assolutamente nuova e originale rispetto a quella latina, sarà la civiltà bizantina e brillerà per secoli. Costantinopoli, che al pari di Roma estese le sue mura su sette colli, raggiunse il suo splendore sotto l’imperatore Giustiniano, dopo che nel 476 l’ impero romano d’Occidente era tramontato. La lingua ufficiale non è più il latino bensì il gre... Continua a leggere
İstanbul: punto chiave della geografia mondiale, centro degli interessi delle potenze internazionali, capitale di un impero, l’unica città al mondo che appartenga a due continenti, l’
Europa e l’Asia. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi e sconfinano nella leggenda. Si narra che un gruppo di coloni Dori provenienti da Megara approdarono e si stabilirono sulla sponda
asiatica del Bosforo, fondando una colonia a Calcedonia. Nel 658 a.C. un secondo gruppo di coloni guidato da Bizante, prima di intraprendere il viaggio, consultò l’oracolo di Delfi,
che consigliò di fermarsi sulla terra che si trova «di fronte al paese dei ciechi».
Bizante interpretò bene l’oracolo e fondò una colonia sulla sponda europea opposta a Calcedonia, in un porto tranquillo e riparato, mentre i precedenti coloni, nella loro cecità, non avevano apprezzato la bellezza del luogo e avevano preferito una baia spazzata dai venti. Il luogo scelto da Bizante, in effetti, era ottimo e la posizione altamente strategica. Attraverso lo stretto del Bosforo, infatti, il Mar Nero comunica con il Mar di Marmara e questo a sua volta, attraverso lo stretto dei Dardanelli, sfocia nell’Egeo e quindi nel Mediterraneo.
«Il mare circonda Costantinopoli come una ghirlanda», scrisse Procopio: infatti, proprio qui, il Bosforo forma un tortuoso e lungo porto naturale, a forma di corno di bue, noto come Corno d’ Oro. Grazie a questa posizione, Bisanzio divenne ben presto un importante centro commerciale, su cui avidi vicini misero gli occhi: Dario di Persia per primo, che la conquistò nel 513 a.C.
Liberata da Pausania, re di Sparta, Bisanzio tenne saldamente testa a Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno, che nel 340 a.C. la cinse d’assedio. Dice la leggenda che la notte dell’attacco la luna uscì dalle nuvole, rivelando così ai bizantini l’imminente assalto del nemico.
Da allora, la mezzaluna è diventata il simbolo della città. Dopo avere stretto un patto di alleanza con i romani, Bisanzio fece l’errore di schierarsi dalla parte di Pescennio Nigro, avversario di Settimio Severo che, nel 196 d.C., dopo un lungo assedio, espugnò la città ribelle. Settimio Severo, tuttavia, fu giusto e generoso e ricostruì la città, edificando teatri, le terme, l’ ippodromo.
Nel III secolo d.C., mentre Roma sta avviandosi verso il declino, l’astro di Bisanzio continua a crescere: nel 324 d.C. Costantino riunisce le due parti dell’impero e l’11 maggio del 330 la consacra solennemente nuova capitale con il nome di “Nea Roma”. Sarà più conosciuta come Costantinopoli, e la cultura cui darà vita, assolutamente nuova e originale rispetto a quella latina, sarà la civiltà bizantina e brillerà per secoli. Costantinopoli, che al pari di Roma estese le sue mura su sette colli, raggiunse il suo splendore sotto l’imperatore Giustiniano, dopo che nel 476 l’ impero romano d’Occidente era tramontato. La lingua ufficiale non è più il latino bensì il greco e l’imperatore assume il titolo di “basileus”. Paradossalmente, è proprio l’eredità latina di Costantinopoli che comincerà a minare le sue stesse basi. Dopo avere strappato il potere politico a Roma, Costantinopoli vuole conquistare anche quello religioso: l’eterno conflitto fra Oriente e Occidente, già inasprito dalla lotta iconoclasta, doveva ora peggiorare in seguito alla serie di scomuniche che i due imperi si scambiano a vicenda.
Bizante interpretò bene l’oracolo e fondò una colonia sulla sponda europea opposta a Calcedonia, in un porto tranquillo e riparato, mentre i precedenti coloni, nella loro cecità, non avevano apprezzato la bellezza del luogo e avevano preferito una baia spazzata dai venti. Il luogo scelto da Bizante, in effetti, era ottimo e la posizione altamente strategica. Attraverso lo stretto del Bosforo, infatti, il Mar Nero comunica con il Mar di Marmara e questo a sua volta, attraverso lo stretto dei Dardanelli, sfocia nell’Egeo e quindi nel Mediterraneo.
«Il mare circonda Costantinopoli come una ghirlanda», scrisse Procopio: infatti, proprio qui, il Bosforo forma un tortuoso e lungo porto naturale, a forma di corno di bue, noto come Corno d’ Oro. Grazie a questa posizione, Bisanzio divenne ben presto un importante centro commerciale, su cui avidi vicini misero gli occhi: Dario di Persia per primo, che la conquistò nel 513 a.C.
Liberata da Pausania, re di Sparta, Bisanzio tenne saldamente testa a Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno, che nel 340 a.C. la cinse d’assedio. Dice la leggenda che la notte dell’attacco la luna uscì dalle nuvole, rivelando così ai bizantini l’imminente assalto del nemico.
Da allora, la mezzaluna è diventata il simbolo della città. Dopo avere stretto un patto di alleanza con i romani, Bisanzio fece l’errore di schierarsi dalla parte di Pescennio Nigro, avversario di Settimio Severo che, nel 196 d.C., dopo un lungo assedio, espugnò la città ribelle. Settimio Severo, tuttavia, fu giusto e generoso e ricostruì la città, edificando teatri, le terme, l’ ippodromo.
Nel III secolo d.C., mentre Roma sta avviandosi verso il declino, l’astro di Bisanzio continua a crescere: nel 324 d.C. Costantino riunisce le due parti dell’impero e l’11 maggio del 330 la consacra solennemente nuova capitale con il nome di “Nea Roma”. Sarà più conosciuta come Costantinopoli, e la cultura cui darà vita, assolutamente nuova e originale rispetto a quella latina, sarà la civiltà bizantina e brillerà per secoli. Costantinopoli, che al pari di Roma estese le sue mura su sette colli, raggiunse il suo splendore sotto l’imperatore Giustiniano, dopo che nel 476 l’ impero romano d’Occidente era tramontato. La lingua ufficiale non è più il latino bensì il greco e l’imperatore assume il titolo di “basileus”. Paradossalmente, è proprio l’eredità latina di Costantinopoli che comincerà a minare le sue stesse basi. Dopo avere strappato il potere politico a Roma, Costantinopoli vuole conquistare anche quello religioso: l’eterno conflitto fra Oriente e Occidente, già inasprito dalla lotta iconoclasta, doveva ora peggiorare in seguito alla serie di scomuniche che i due imperi si scambiano a vicenda.
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