Repubblica Dominicana
Repubblica Dominicana: diario di viaggio
Paese d'origine:
casalecchio
Età:
56-60
Periodo del viaggio:
Febbraio 10
Nella Rep.Dominicana all'Iberostar visitando il rio Chavon.
Dopo un volo di 10 ore giungiamo all'Avana, in transito, per poi ripartire per La Romana, aeroporto della Repubblica Dominicana, dopo aver lasciato gente a Cuba, e raccolto gente di ritorno. La
sosta è durata 3 ore nel caos più totale e discussioni al banco informazioni: l'Avana si dimostra un piccolo aeroporto disorganizzato, e sembra più un centro sociale dove tutti bevono e fumano
piuttosto che un aeroporto. Unica cosa positiva, l’acquisto di piccoli souvenir. Arriviamo a la Romana, saliti sul bus, in 20 minuti siamo giunti all'hotel Iberostar Hacienda Dominicus, dopo 18
ore dalla nostra entrata all'aeroporto di Bologna. Veloce chech-in ed in camera alle 3, dove, dopo aver dato la caccia a qualche zanzara ci siamo coricati. L'Iberostar, catena spagnola, è davvero
lussuoso, in stile coloniale, bei giardini e laghetti, con in acqua cigni, anatre, tartarughe ed un fenicottero rosa; peccato che in spiaggia sembra di essere a Rimini. Davvero ottima la cucina del
buffet centrale, con varietà di insalate, carni e pesce, frutta e dolci. Approfittiamo anche dei 4 ristoranti tematici: “Steack house”: buoni filetti e costate, nel ristorante informale che a
mezzogiorno serve cibo a chi vuole restare vicino alla spiaggia, “El colonial”: nouvelle cuisine, elegante e raffinato, ottima l’aragosta, “Hacienda”: messicano, rustico e caratteristico, ed infine
il ristorante giapponese “Gheisha”, dove le pietanze vengono cucinate all’istante dal cuoco al centro di un grande tavolo dove siedono i commensali. La prima giornata è di assestamento, visitiamo il
resort ed incontriamo l'addetto del tour operator. Il mare, bellissimo nelle sue tonalità di colore è un pò mosso. Alta la vegetazione. Sulla spiaggia di Baiahibe alcuni negozietti di souvenir, con
la pietra del luogo chiamata Larimar e tanti quadri: occorre contrattare: preferiscono ’euro, che considerano la moneta forte. In riva al mare si fà notare un caratteristico faro, che funge da bar, e
serve coktail tra i quali un'ottima pina colada. Dopo aver sfruttato piscina e Jacuzzi, pensiamo ad un'escursione chiamata "River adventure", che solcando il Rio Chavon, ci farà notare la folta
vegetazione ed i suoi paesaggi: un'escursione rilassante. Un vecchio bus dipinto di rosso raccoglie i clienti in vari hotel, e dopo 40 minuti siamo al fiume, dove ci attende una vecchia chiatta; a
bordo servono bibite e cola con rum (vitamina R, come la chiamano loro). Navighiamo, e tra una fermata e l'altra, 2 belle animatrici intrattengono gli ospiti ed insegnano loro passi di "Baciata".
Visitiamo quindi una piccola fattoria, dove ci mostrano e spiegano tutto su alberi di caffè, cacao, papaya, cocco, banane, canna da zucchero e altro e ci offrono acqua di cocco. Dal bosco spunta un
cinghiale maculato. Proseguendo la navigazione, ci viene mostrato dove sono stati girati alcuni film come Anaconda, Rambo e King Kong, nonchè la ex casa di Elton John. La seconda ed ultima fermata ci
porta in un'altra fattoria, dove ci viene offerta frutta locale, mentre un tavolo è allestito con prodotti del luogo e souvenir, che vendono con insistenza. Assistiamo quindi ad un combattimento tra
galli, legale nella Repubblica Dominicana, che non tutti gradiscono, anche se hanno gli speroni coperti. La guida che parla italiano ci dice che un gallo si chiama Materazzi, la guida francese
pronuncia il nome dello sfidante: Zidane. Tra gli escursionisti siamo forse equamente divisi tra italiani e francesi, con un paio di canadesi ed americani. Ricordo all'arbitro della contesa come finì
in Germania, e furbescamente quando la lotta viene interrotta, è dichiarato vincitore Materazzi. Devo dire che guide ed animatori dominicani sono davvero loquaci, simpatici e sempre sorridenti.
L'escursione è costata 39 euro col tour operator; ritorno al tramonto notando il paesaggio che dal fiume porta al mare. Altre escursioni da fare: Saona e Catilinita, della durata di un giorno, che
porta su di una spiaggia bellissima, frequentata solo per escursioni. Altra gita di una giornata è la visita della capitale Santo Domingo; poi a Catalina, per fare snorkeling, ed il "Crazy Buggy",
avventura con moto a 4 ruote. Il clima è sui 30 gradi, un pò umido, con grandi nuvoloni grigi che ogni tanto solcano il cielo, ma non piove. In tutto il mondo c'e' stato un clima particolare: bagni a
Dicembre a Sharm, piogge alle Maldive e freddo a Cuba in Gennaio.Il 27 di Febbraio è per i Dominicani il giorno dell'indipendenza: festeggiano praticamente il carnevale; quindi già nel pomeriggio
arriva un carro con su tante maschere ed una bellissima "Regina del carnevale", con tanto di ventaglio di piume rosa di struzzo e tuta a rete. Un quartetto musicale si scatena nelle canzoni e danze
caraibiche; lo spettacolo continuerà la sera nel teatro.Il giorno dopo, in 10 minuti raggiungiamo il centro di Baiahibe, con alcuni negozi, molti di quadri; non tanto interessante. Alcuni ristoranti
servono cibo agli abitanti di molte villette, abitate anche da italiani. Durante gli ultimi 2 giorni, al largo in direzione del faro di Baiahibe, trovando la giusta posizione, e portandoci del pane,
abbiamo potuto vedere numerosi pesci tropicali: basta una maschera ed una macchina fotografica subacquea, magari usa e getta, ed ecco un bel ricordo sottomarino. Al ritorno, al controllo bagagli a
mano, ci requisiscono un piccolo ombrello incautamente messo nella borsa da viaggio, e varie pile, pronte all’uso per una vecchia macchina digitale. Abbiamo visto sequestrare molti accendini ed altre
sciocchezze che normalmente passano i controlli. Al check-in in aeroporto, per uscire dalla Repubblica Dominicana, paghiamo 20 dollari a testa. Fortunatamente il ritorno è stato meno disagevole dell’
andata.




