Groenlandia
Groenlandia: diario di viaggio
Età:
36-40
Periodo del viaggio:
in Agosto 09
Groenlandia orientale nella regione di Angmagssalik (o Ammassalik)
Il 17 agosto 2007 partiamo da Milano e il 18 agosto con un Fokker-50 della Airiceland voliamo da Reykjavik a Kulusk, da dove alcuni piccoli motoscafi condotti da pescatori Inuit ci portano a
Tasiilaq, la base logistica da dove partiranno le escursioni che ci aspettano per i prossimi giorni. Utilizziamo il pomeriggio libero per una camminata nei dintorni di Tasiilaq
Il 20 agosto con alcuni piccoli motoscafi condotti da pescatori Inuit, ci dirigiamo da Tasiilaq a Tiniteqilaaq (circa 3 ore di tempo di percorrenza), dove montiamo il campo alla periferia di questo remoto villaggio che conta circa 100 abitanti. Facciamo una breve escursione nel villaggio alla scoperta della vita degli Inuit e giochiamo con i loro bambini
Il 21 agosto facciamo una passeggiata di circa 7 ore dietro il villaggio di Tiniteqilaaq alla ricerca di rocce antiche quasi quanto il pianeta. Vista panoramica sul fiordo di Sermilik, dalla cima di un monte
Il 22 agosto ci spostiamo con un trasferimento in barca di circa tre ore, verso una baia piena di iceberg, dove sfociano maestosi ghiacciai provenienti direttamente dalla calotta glaciale groenlandese
Il 23 agosto facciamo una passeggiata di circa sette ore per raggiungere la cima piatta di un monte, da dove c'è una bellissima vista sui ghiacciai e sulla calotta glaciale. Successivamente attraversiamo una caotica morena, prima di salire e di passeggiare sulla calotta stessa
Il 24 agosto l'itinerario del viaggio subisce una modifica a causa della pioggia e del mare agitato. Viene annullata la tappa nel villaggio Inuit di Isortoq, che si sarebbe dovuto raggiungere a piedi attraversando la calotta glaciale, e si rientra a Tasiilaq dove vengono offerte mini-escursioni, in attesa che il tempo migliori, prima di proseguire per l'ultima tappa del viaggio.
Il 27 agosto fortunatamente il tempo migliora e possiamo proseguire il nostro viaggio verso l'ultima tappa: il ghiacciaio di Apusiajik che domina una piccola isola nei pressi di Kulusuk, la porta di accesso alla Groenlandia orientale
Il 28 agosto in appena 20 minuti di barca, raggiungiamo l' aeroporto di Kulusuk, una stricia di ghiaia e terra battauta apparentemente in mezzo al nulla, da dove un Fokker-50 della Airiceland ci riporta a Reykjavik. Finisce qua la nostra magica avventura in Groenlandia
Il viaggio, essendosi svolto nella seconda metà di Agosto, quando le giornate iniziano ad accorciare vistosamente, ci ha permesso di osservare durante almeno tre notti su dieci, il fantastico fenomeno dell' aurora boreale. Le temperature si sono mantenute attorno allo zero per le minime (temperatura in tenda tra zero e +3 gradi), mentre le massime sono spesso state superiori a +10 gradi. Su dieci giorni abbiamo avuto 5 giorni di pieno sole, 2 giorni di tempo variabile tra sole e nuvoloso (ma senza pioggia) e 3 giorni di cielo coperto con pioggia talvolta prolungta, ma mai violenta. In ogni caso, le condizioni meteorologiche della Groenlandia orientale sono migliori se paragonate al resto del nord-atlantico, grazie alla presenza dell'alta pressione presente sulla calotta glaciale groenlandese, che tiene lontane le perturbazioni.
Il gruppo, composto da 13 persone, inclusa la guida e l'aiuto-guida, è stato accompagnato da geologi italiani, che hanno spiegato molti curiosi aspetti di questi luoghi selvaggi e dimenticati dal resto del mondo. I motoscafi erano invece condotti da cacciatori e pescatori Inuit esperti delle condizioni del luogo. I pernottamenti si sono svolti in tenda presso accampamenti preparati al momento e senza servizi (a parte un tendone-cucina montato all'arrivo), oppure in casette messe a disposizione dei pescatori dove, in ogni caso, bisogna essere consapevoli che gli standard sono molto bassi. L'impatto all'arrivo (il cosidetto "cultural shock") può essere forte per l'odore e l'assenza di molte comodità basilari alle quali siamo abituati, pertanto il viaggio, che richiede spirito di adattamento, è consigliato a chi è abituato a questo tipo di vacanze. In cambio abbiamo vissuto esperienze e visto in prima persona situazioni che normalmente possiamo vedere solo nei documentari in TV.
Il 20 agosto con alcuni piccoli motoscafi condotti da pescatori Inuit, ci dirigiamo da Tasiilaq a Tiniteqilaaq (circa 3 ore di tempo di percorrenza), dove montiamo il campo alla periferia di questo remoto villaggio che conta circa 100 abitanti. Facciamo una breve escursione nel villaggio alla scoperta della vita degli Inuit e giochiamo con i loro bambini
Il 21 agosto facciamo una passeggiata di circa 7 ore dietro il villaggio di Tiniteqilaaq alla ricerca di rocce antiche quasi quanto il pianeta. Vista panoramica sul fiordo di Sermilik, dalla cima di un monte
Il 22 agosto ci spostiamo con un trasferimento in barca di circa tre ore, verso una baia piena di iceberg, dove sfociano maestosi ghiacciai provenienti direttamente dalla calotta glaciale groenlandese
Il 23 agosto facciamo una passeggiata di circa sette ore per raggiungere la cima piatta di un monte, da dove c'è una bellissima vista sui ghiacciai e sulla calotta glaciale. Successivamente attraversiamo una caotica morena, prima di salire e di passeggiare sulla calotta stessa
Il 24 agosto l'itinerario del viaggio subisce una modifica a causa della pioggia e del mare agitato. Viene annullata la tappa nel villaggio Inuit di Isortoq, che si sarebbe dovuto raggiungere a piedi attraversando la calotta glaciale, e si rientra a Tasiilaq dove vengono offerte mini-escursioni, in attesa che il tempo migliori, prima di proseguire per l'ultima tappa del viaggio.
Il 27 agosto fortunatamente il tempo migliora e possiamo proseguire il nostro viaggio verso l'ultima tappa: il ghiacciaio di Apusiajik che domina una piccola isola nei pressi di Kulusuk, la porta di accesso alla Groenlandia orientale
Il 28 agosto in appena 20 minuti di barca, raggiungiamo l' aeroporto di Kulusuk, una stricia di ghiaia e terra battauta apparentemente in mezzo al nulla, da dove un Fokker-50 della Airiceland ci riporta a Reykjavik. Finisce qua la nostra magica avventura in Groenlandia
Il viaggio, essendosi svolto nella seconda metà di Agosto, quando le giornate iniziano ad accorciare vistosamente, ci ha permesso di osservare durante almeno tre notti su dieci, il fantastico fenomeno dell' aurora boreale. Le temperature si sono mantenute attorno allo zero per le minime (temperatura in tenda tra zero e +3 gradi), mentre le massime sono spesso state superiori a +10 gradi. Su dieci giorni abbiamo avuto 5 giorni di pieno sole, 2 giorni di tempo variabile tra sole e nuvoloso (ma senza pioggia) e 3 giorni di cielo coperto con pioggia talvolta prolungta, ma mai violenta. In ogni caso, le condizioni meteorologiche della Groenlandia orientale sono migliori se paragonate al resto del nord-atlantico, grazie alla presenza dell'alta pressione presente sulla calotta glaciale groenlandese, che tiene lontane le perturbazioni.
Il gruppo, composto da 13 persone, inclusa la guida e l'aiuto-guida, è stato accompagnato da geologi italiani, che hanno spiegato molti curiosi aspetti di questi luoghi selvaggi e dimenticati dal resto del mondo. I motoscafi erano invece condotti da cacciatori e pescatori Inuit esperti delle condizioni del luogo. I pernottamenti si sono svolti in tenda presso accampamenti preparati al momento e senza servizi (a parte un tendone-cucina montato all'arrivo), oppure in casette messe a disposizione dei pescatori dove, in ogni caso, bisogna essere consapevoli che gli standard sono molto bassi. L'impatto all'arrivo (il cosidetto "cultural shock") può essere forte per l'odore e l'assenza di molte comodità basilari alle quali siamo abituati, pertanto il viaggio, che richiede spirito di adattamento, è consigliato a chi è abituato a questo tipo di vacanze. In cambio abbiamo vissuto esperienze e visto in prima persona situazioni che normalmente possiamo vedere solo nei documentari in TV.
