Istanbul
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225478_Hotel_Four_Seasons_Istanbul_At_The_Bosphorus
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Istanbul: Le cose da vedere più gettonate
Istanbul: guida di viaggio
Alla fine dell’XI secolo, la tensione spirituale in cui viveva l’Occidente unita all’idea di liberare i luoghi santi di Gerusalemme dagli infedeli, aveva portato all’idea delle
Crociate.
Se le prime tre erano state ispirate da sentimenti religiosi, non si può dire altrettanto della quarta: gli interessi di Venezia contro l’impero d’Oriente, lo spirito di avventura e di conquista dei cavalieri, il miraggio delle ricchezze della capitale, fecero deviare i crociati dal loro primitivo “nobile” obiettivo. Nell’aprile del 1204 i cavalieri cristiani conquistarono Costantinopoli, dove saccheggiarono e uccisero senza pietà, depredarono e distrussero. Innumerevoli tesori di inestimabile valore vennero fusi per fare moneta o andarono dispersi. Ridotta a centomila abitanti, del tutto priva del suo passato splendore, Costantinopoli viene riconquistata dall’impero bizantino nel 1261.
La nuova dinastia dei Paleologhi deve destreggiarsi fra le numerose lotte intestine e la sempre maggiore pressione esterna dei turchi ottomani. L’inarrestabile ascesa della loro potenza ha inizio nel 1451, quando sale al trono l’abile sultano Mehmet II, il cui unico sogno era da sempre di impadronirsi di Costantinopoli. Punta di diamante dell’esercito turco era un corpo di fanatici combattenti, fedelissimi al sultano, chiamati “giannizzeri”. L’esercito turco era reso baldanzoso e sicuro della vittoria da una antica profezia islamica che diceva «Costantinopoli sarà conquistata: gloria al principe e all’esercito che compirà l’impresa». L’assedio iniziò il 5 aprile 1453.
I bizantini avevano sbarrato il Corno d’Oro con dei tronchi galleggianti e la flotta turca non riuscì a forzare il blocco. Il sultano comandò allora ai suoi uomini di trascinare circa settanta navi attraverso la penisola di Pera, facendole scivolare su carri e rotaie di legno. Come raccontano le cronache del tempo era «uno spettacolo straordinario vedere queste navi, con le vele piegate, gli equipaggi e l’armamento, scivolare fra i campi come nel mare aperto». Per sferrare l’attacco finale, i turchi costruirono un ponte di botti che collegava il loro campo con la terraferma: da qui l’artiglieria turca infranse in poco tempo le fortificazioni che Teodosio II aveva eretto nel V secolo. All’alba del 29 maggio i turchi dilagarono per la città conquistata e si abbandonarono all’abituale saccheggio. Finiva così, nelle mani di un sultano di appena 23 anni, la Costantinopoli cristiana: la nuova città avrà più tardi anche un nome diverso, İstanbul.
Generoso con i vinti, Mehmet II (che da allora sarà chiamato Fatih, cioè il Conquistatore), garantì ai genovesi e veneziani i vecchi privilegi, aprì la corte ad artisti e letterati di tutte le razze e di tutte le religioni, lasciò a greci e ad armeni la libertà di culto, tanto che numerosi cristiani si stabilirono a İstanbul conoscendo la grande tolleranza del sultano. L’impero ottomano raggiunse il suo culmine di potenza con Soliman... Continua a leggere
Se le prime tre erano state ispirate da sentimenti religiosi, non si può dire altrettanto della quarta: gli interessi di Venezia contro l’impero d’Oriente, lo spirito di avventura e di conquista dei cavalieri, il miraggio delle ricchezze della capitale, fecero deviare i crociati dal loro primitivo “nobile” obiettivo. Nell’aprile del 1204 i cavalieri cristiani conquistarono Costantinopoli, dove saccheggiarono e uccisero senza pietà, depredarono e distrussero. Innumerevoli tesori di inestimabile valore vennero fusi per fare moneta o andarono dispersi. Ridotta a centomila abitanti, del tutto priva del suo passato splendore, Costantinopoli viene riconquistata dall’impero bizantino nel 1261.
La nuova dinastia dei Paleologhi deve destreggiarsi fra le numerose lotte intestine e la sempre maggiore pressione esterna dei turchi ottomani. L’inarrestabile ascesa della loro potenza ha inizio nel 1451, quando sale al trono l’abile sultano Mehmet II, il cui unico sogno era da sempre di impadronirsi di Costantinopoli. Punta di diamante dell’esercito turco era un corpo di fanatici combattenti, fedelissimi al sultano, chiamati “giannizzeri”. L’esercito turco era reso baldanzoso e sicuro della vittoria da una antica profezia islamica che diceva «Costantinopoli sarà conquistata: gloria al principe e all’esercito che compirà l’impresa». L’assedio iniziò il 5 aprile 1453.
I bizantini avevano sbarrato il Corno d’Oro con dei tronchi galleggianti e la flotta turca non riuscì a forzare il blocco. Il sultano comandò allora ai suoi uomini di trascinare circa settanta navi attraverso la penisola di Pera, facendole scivolare su carri e rotaie di legno. Come raccontano le cronache del tempo era «uno spettacolo straordinario vedere queste navi, con le vele piegate, gli equipaggi e l’armamento, scivolare fra i campi come nel mare aperto». Per sferrare l’attacco finale, i turchi costruirono un ponte di botti che collegava il loro campo con la terraferma: da qui l’artiglieria turca infranse in poco tempo le fortificazioni che Teodosio II aveva eretto nel V secolo. All’alba del 29 maggio i turchi dilagarono per la città conquistata e si abbandonarono all’abituale saccheggio. Finiva così, nelle mani di un sultano di appena 23 anni, la Costantinopoli cristiana: la nuova città avrà più tardi anche un nome diverso, İstanbul.
Generoso con i vinti, Mehmet II (che da allora sarà chiamato Fatih, cioè il Conquistatore), garantì ai genovesi e veneziani i vecchi privilegi, aprì la corte ad artisti e letterati di tutte le razze e di tutte le religioni, lasciò a greci e ad armeni la libertà di culto, tanto che numerosi cristiani si stabilirono a İstanbul conoscendo la grande tolleranza del sultano. L’impero ottomano raggiunse il suo culmine di potenza con Soliman... Continua a leggere
Alla fine dell’XI secolo, la tensione spirituale in cui viveva l’Occidente unita all’idea di liberare i luoghi santi di Gerusalemme dagli infedeli, aveva portato all’idea delle
Crociate.
Se le prime tre erano state ispirate da sentimenti religiosi, non si può dire altrettanto della quarta: gli interessi di Venezia contro l’impero d’Oriente, lo spirito di avventura e di conquista dei cavalieri, il miraggio delle ricchezze della capitale, fecero deviare i crociati dal loro primitivo “nobile” obiettivo. Nell’aprile del 1204 i cavalieri cristiani conquistarono Costantinopoli, dove saccheggiarono e uccisero senza pietà, depredarono e distrussero. Innumerevoli tesori di inestimabile valore vennero fusi per fare moneta o andarono dispersi. Ridotta a centomila abitanti, del tutto priva del suo passato splendore, Costantinopoli viene riconquistata dall’impero bizantino nel 1261.
La nuova dinastia dei Paleologhi deve destreggiarsi fra le numerose lotte intestine e la sempre maggiore pressione esterna dei turchi ottomani. L’inarrestabile ascesa della loro potenza ha inizio nel 1451, quando sale al trono l’abile sultano Mehmet II, il cui unico sogno era da sempre di impadronirsi di Costantinopoli. Punta di diamante dell’esercito turco era un corpo di fanatici combattenti, fedelissimi al sultano, chiamati “giannizzeri”. L’esercito turco era reso baldanzoso e sicuro della vittoria da una antica profezia islamica che diceva «Costantinopoli sarà conquistata: gloria al principe e all’esercito che compirà l’impresa». L’assedio iniziò il 5 aprile 1453.
I bizantini avevano sbarrato il Corno d’Oro con dei tronchi galleggianti e la flotta turca non riuscì a forzare il blocco. Il sultano comandò allora ai suoi uomini di trascinare circa settanta navi attraverso la penisola di Pera, facendole scivolare su carri e rotaie di legno. Come raccontano le cronache del tempo era «uno spettacolo straordinario vedere queste navi, con le vele piegate, gli equipaggi e l’armamento, scivolare fra i campi come nel mare aperto». Per sferrare l’attacco finale, i turchi costruirono un ponte di botti che collegava il loro campo con la terraferma: da qui l’artiglieria turca infranse in poco tempo le fortificazioni che Teodosio II aveva eretto nel V secolo. All’alba del 29 maggio i turchi dilagarono per la città conquistata e si abbandonarono all’abituale saccheggio. Finiva così, nelle mani di un sultano di appena 23 anni, la Costantinopoli cristiana: la nuova città avrà più tardi anche un nome diverso, İstanbul.
Generoso con i vinti, Mehmet II (che da allora sarà chiamato Fatih, cioè il Conquistatore), garantì ai genovesi e veneziani i vecchi privilegi, aprì la corte ad artisti e letterati di tutte le razze e di tutte le religioni, lasciò a greci e ad armeni la libertà di culto, tanto che numerosi cristiani si stabilirono a İstanbul conoscendo la grande tolleranza del sultano. L’impero ottomano raggiunse il suo culmine di potenza con Solimano I, detto il Magnifico dagli occidentali e il Legislatore dai turchi: sotto il suo grande architetto Sinan la città si abbellisce di grandiose moschee, di ponti, di palazzi, di fontane. İstanbul è allo stesso tempo anche capitale dell’Islam perché il sultano è anche califfo, cioè capo spirituale dei maomettani: la storia della città si lega a quella dell’impero, ne segue le vicende, ne subisce le sorti. Con il progressivo declino della potenza ottomana e lo smembramento dell’impero, decade anche la città, finché l’alba del XX secolo vede la fine dell’impero e la nascita della giovane repubblica turca. Nel 1923 la capitale viene trasferita ad Ankara, ma è sempre İstanbul che con i suoi gloriosi monumenti scandirà la storia del suo millenario passato.
Se le prime tre erano state ispirate da sentimenti religiosi, non si può dire altrettanto della quarta: gli interessi di Venezia contro l’impero d’Oriente, lo spirito di avventura e di conquista dei cavalieri, il miraggio delle ricchezze della capitale, fecero deviare i crociati dal loro primitivo “nobile” obiettivo. Nell’aprile del 1204 i cavalieri cristiani conquistarono Costantinopoli, dove saccheggiarono e uccisero senza pietà, depredarono e distrussero. Innumerevoli tesori di inestimabile valore vennero fusi per fare moneta o andarono dispersi. Ridotta a centomila abitanti, del tutto priva del suo passato splendore, Costantinopoli viene riconquistata dall’impero bizantino nel 1261.
La nuova dinastia dei Paleologhi deve destreggiarsi fra le numerose lotte intestine e la sempre maggiore pressione esterna dei turchi ottomani. L’inarrestabile ascesa della loro potenza ha inizio nel 1451, quando sale al trono l’abile sultano Mehmet II, il cui unico sogno era da sempre di impadronirsi di Costantinopoli. Punta di diamante dell’esercito turco era un corpo di fanatici combattenti, fedelissimi al sultano, chiamati “giannizzeri”. L’esercito turco era reso baldanzoso e sicuro della vittoria da una antica profezia islamica che diceva «Costantinopoli sarà conquistata: gloria al principe e all’esercito che compirà l’impresa». L’assedio iniziò il 5 aprile 1453.
I bizantini avevano sbarrato il Corno d’Oro con dei tronchi galleggianti e la flotta turca non riuscì a forzare il blocco. Il sultano comandò allora ai suoi uomini di trascinare circa settanta navi attraverso la penisola di Pera, facendole scivolare su carri e rotaie di legno. Come raccontano le cronache del tempo era «uno spettacolo straordinario vedere queste navi, con le vele piegate, gli equipaggi e l’armamento, scivolare fra i campi come nel mare aperto». Per sferrare l’attacco finale, i turchi costruirono un ponte di botti che collegava il loro campo con la terraferma: da qui l’artiglieria turca infranse in poco tempo le fortificazioni che Teodosio II aveva eretto nel V secolo. All’alba del 29 maggio i turchi dilagarono per la città conquistata e si abbandonarono all’abituale saccheggio. Finiva così, nelle mani di un sultano di appena 23 anni, la Costantinopoli cristiana: la nuova città avrà più tardi anche un nome diverso, İstanbul.
Generoso con i vinti, Mehmet II (che da allora sarà chiamato Fatih, cioè il Conquistatore), garantì ai genovesi e veneziani i vecchi privilegi, aprì la corte ad artisti e letterati di tutte le razze e di tutte le religioni, lasciò a greci e ad armeni la libertà di culto, tanto che numerosi cristiani si stabilirono a İstanbul conoscendo la grande tolleranza del sultano. L’impero ottomano raggiunse il suo culmine di potenza con Solimano I, detto il Magnifico dagli occidentali e il Legislatore dai turchi: sotto il suo grande architetto Sinan la città si abbellisce di grandiose moschee, di ponti, di palazzi, di fontane. İstanbul è allo stesso tempo anche capitale dell’Islam perché il sultano è anche califfo, cioè capo spirituale dei maomettani: la storia della città si lega a quella dell’impero, ne segue le vicende, ne subisce le sorti. Con il progressivo declino della potenza ottomana e lo smembramento dell’impero, decade anche la città, finché l’alba del XX secolo vede la fine dell’impero e la nascita della giovane repubblica turca. Nel 1923 la capitale viene trasferita ad Ankara, ma è sempre İstanbul che con i suoi gloriosi monumenti scandirà la storia del suo millenario passato.
8 recensioni di hotel in Istanbul con una media superiore a 5.4 / 6
8 5
Gianpiero
37 recensioni pubblicate
Single, 36-40 Anni
Lodi, Italia
37 recensioni pubblicate
Single, 36-40 Anni
Lodi, Italia
/ 6
Solitamente quando sono ad Istanbul per lavoro soggiorno al Ramada Istanbul Old City, tuttavia lo scorso settembre il nostro cliente ci ha consigliato questo hotel. Gli spazi comuni sono molto belli e luminosi come pure il ristorante dell’hotel, che ha una meravigliosa terrazza. D’altro canto la camera non è eccezionale ed il servizio lascia molto a desiderare. Al bar dell’hotel abbiamo dovuto aspettare quasi mezzora per poter bere qualcosa, come pure per usufruire della business area abbiamo... Continua a leggere la recensione
Vacanze a maggio 2013 - letta 78 volte
Filippo
1 recensioni pubblicate
Single, 51-55 Anni
Pozzuoli, Italia
1 recensioni pubblicate
Single, 51-55 Anni
Pozzuoli, Italia
/ 6
Davvero un hotel che esprime tutte le steklle di cui è recensito. Le camere grandi, pulite ed in uno stile particolare ne fanno un hotel davvero bello. Dotato di una spa con tutti i confort fa si che davvero si potrebbe non uscire dall'albergo, Piscina, sauna bagno turco, sala relax ed ogni confort fanno di questo hotel una tappa obbligata. Il ristorante oltretutto raffinato e di buona qualità rende il tutto fantastico Continua a leggere la recensione
Vacanze a maggio 2013 - letta 1351 volte
Ettore
2 recensioni pubblicate
Amici, 31-35 Anni
2 recensioni pubblicate
Amici, 31-35 Anni
/ 6
Hotel stupendo, totalmente allineato con le aspettative e gli standard della catena di riferimento. Qualche problema con i trasporti la sera: difficile da raggiungere in taxi dopo le 24 e solo con lunghe negoziazioni con i tassisti. Comodissimo per chi arriva ad Areoporto Ataturk. Continua a leggere la recensione
Vacanze a maggio 2013 - letta 0 volte
Stefania
1 recensioni pubblicate
Single, 26-30 Anni
Fossano, Italia
1 recensioni pubblicate
Single, 26-30 Anni
Fossano, Italia
/ 6
Appartamento spazioso, nuovo, pulito e ben arredato. Bagno confortevole. Cucina pulita e nuova. Letto confortevole. La tenda della camera non oscura a sufficienza e al mattino, se siete sensibili, la luce vi sveglierà molto presto. Le finestre non si possono aprire e questo dà un certo senso di claustrofobia. Colazione standard. Servizio palestra ottimo (davvero ben attrezzata) e stazione taxi davanti all'uscita dei grattacieli. Distante dai locali o da zone di passeggiate per la sera. Sotto ... Continua a leggere la recensione
Vacanze a giugno 2013 - letta 226 volte
Sara
1 recensioni pubblicate
Coppia, 31-35 Anni
Firenze, Italia
1 recensioni pubblicate
Coppia, 31-35 Anni
Firenze, Italia
/ 6
Ottimo hotel in una zona centrale di Istanbul. Camera pulita, piuttosto spaziosa e nuovissima. Asciugamani cambiati ogni giorno. Personale veramente gentile: appena si sono accorti che era il mio compleanno, mi hanno voluto regalarci una bottiglia di vino. La terrazza dove si fa la colazione non è molto grande e la vista è sul Bosforo. Se dovessi ritornare a Istanbul ritornerei volentieri in questo hotel. Continua a leggere la recensione
Vacanze a giugno 2013 - letta 172 volte
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