Istanbul
291 Hotel in Istanbul
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in Istanbul
83351_BEST_WESTERN_The_President_Hotel
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Istanbul: Le cose da vedere più gettonate
Istanbul: guida di viaggio
Alla fine dell’XI secolo, la tensione spirituale in cui viveva l’Occidente unita all’idea di liberare i luoghi santi di Gerusalemme dagli infedeli, aveva portato all’idea delle
Crociate.
Se le prime tre erano state ispirate da sentimenti religiosi, non si può dire altrettanto della quarta: gli interessi di Venezia contro l’impero d’Oriente, lo spirito di avventura e di conquista dei cavalieri, il miraggio delle ricchezze della capitale, fecero deviare i crociati dal loro primitivo “nobile” obiettivo. Nell’aprile del 1204 i cavalieri cristiani conquistarono Costantinopoli, dove saccheggiarono e uccisero senza pietà, depredarono e distrussero. Innumerevoli tesori di inestimabile valore vennero fusi per fare moneta o andarono dispersi. Ridotta a centomila abitanti, del tutto priva del suo passato splendore, Costantinopoli viene riconquistata dall’impero bizantino nel 1261.
La nuova dinastia dei Paleologhi deve destreggiarsi fra le numerose lotte intestine e la sempre maggiore pressione esterna dei turchi ottomani. L’inarrestabile ascesa della loro potenza ha inizio nel 1451, quando sale al trono l’abile sultano Mehmet II, il cui unico sogno era da sempre di impadronirsi di Costantinopoli. Punta di diamante dell’esercito turco era un corpo di fanatici combattenti, fedelissimi al sultano, chiamati “giannizzeri”. L’esercito turco era reso baldanzoso e sicuro della vittoria da una antica profezia islamica che diceva «Costantinopoli sarà conquistata: gloria al principe e all’esercito che compirà l’impresa». L’assedio iniziò il 5 aprile 1453.
I bizantini avevano sbarrato il Corno d’Oro con dei tronchi galleggianti e la flotta turca non riuscì a forzare il blocco. Il sultano comandò allora ai suoi uomini di trascinare circa settanta navi attraverso la penisola di Pera, facendole scivolare su carri e rotaie di legno. Come raccontano le cronache del tempo era «uno spettacolo straordinario vedere queste navi, con le vele piegate, gli equipaggi e l’armamento, scivolare fra i campi come nel mare aperto». Per sferrare l’attacco finale, i turchi costruirono un ponte di botti che collegava il loro campo con la terraferma: da qui l’artiglieria turca infranse in poco tempo le fortificazioni che Teodosio II aveva eretto nel V secolo. All’alba del 29 maggio i turchi dilagarono per la città conquistata e si abbandonarono all’abituale saccheggio. Finiva così, nelle mani di un sultano di appena 23 anni, la Costantinopoli cristiana: la nuova città avrà più tardi anche un nome diverso, İstanbul.
Generoso con i vinti, Mehmet II (che da allora sarà chiamato Fatih, cioè il Conquistatore), garantì ai genovesi e veneziani i vecchi privilegi, aprì la corte ad artisti e letterati di tutte le razze e di tutte le religioni, lasciò a greci e ad armeni la libertà di culto, tanto che numerosi cristiani si stabilirono a İstanbul conoscendo la grande tolleranza del sultano. L’impero ottomano raggiunse il suo culmine di potenza con Soliman... Continua a leggere
Se le prime tre erano state ispirate da sentimenti religiosi, non si può dire altrettanto della quarta: gli interessi di Venezia contro l’impero d’Oriente, lo spirito di avventura e di conquista dei cavalieri, il miraggio delle ricchezze della capitale, fecero deviare i crociati dal loro primitivo “nobile” obiettivo. Nell’aprile del 1204 i cavalieri cristiani conquistarono Costantinopoli, dove saccheggiarono e uccisero senza pietà, depredarono e distrussero. Innumerevoli tesori di inestimabile valore vennero fusi per fare moneta o andarono dispersi. Ridotta a centomila abitanti, del tutto priva del suo passato splendore, Costantinopoli viene riconquistata dall’impero bizantino nel 1261.
La nuova dinastia dei Paleologhi deve destreggiarsi fra le numerose lotte intestine e la sempre maggiore pressione esterna dei turchi ottomani. L’inarrestabile ascesa della loro potenza ha inizio nel 1451, quando sale al trono l’abile sultano Mehmet II, il cui unico sogno era da sempre di impadronirsi di Costantinopoli. Punta di diamante dell’esercito turco era un corpo di fanatici combattenti, fedelissimi al sultano, chiamati “giannizzeri”. L’esercito turco era reso baldanzoso e sicuro della vittoria da una antica profezia islamica che diceva «Costantinopoli sarà conquistata: gloria al principe e all’esercito che compirà l’impresa». L’assedio iniziò il 5 aprile 1453.
I bizantini avevano sbarrato il Corno d’Oro con dei tronchi galleggianti e la flotta turca non riuscì a forzare il blocco. Il sultano comandò allora ai suoi uomini di trascinare circa settanta navi attraverso la penisola di Pera, facendole scivolare su carri e rotaie di legno. Come raccontano le cronache del tempo era «uno spettacolo straordinario vedere queste navi, con le vele piegate, gli equipaggi e l’armamento, scivolare fra i campi come nel mare aperto». Per sferrare l’attacco finale, i turchi costruirono un ponte di botti che collegava il loro campo con la terraferma: da qui l’artiglieria turca infranse in poco tempo le fortificazioni che Teodosio II aveva eretto nel V secolo. All’alba del 29 maggio i turchi dilagarono per la città conquistata e si abbandonarono all’abituale saccheggio. Finiva così, nelle mani di un sultano di appena 23 anni, la Costantinopoli cristiana: la nuova città avrà più tardi anche un nome diverso, İstanbul.
Generoso con i vinti, Mehmet II (che da allora sarà chiamato Fatih, cioè il Conquistatore), garantì ai genovesi e veneziani i vecchi privilegi, aprì la corte ad artisti e letterati di tutte le razze e di tutte le religioni, lasciò a greci e ad armeni la libertà di culto, tanto che numerosi cristiani si stabilirono a İstanbul conoscendo la grande tolleranza del sultano. L’impero ottomano raggiunse il suo culmine di potenza con Soliman... Continua a leggere
Alla fine dell’XI secolo, la tensione spirituale in cui viveva l’Occidente unita all’idea di liberare i luoghi santi di Gerusalemme dagli infedeli, aveva portato all’idea delle
Crociate.
Se le prime tre erano state ispirate da sentimenti religiosi, non si può dire altrettanto della quarta: gli interessi di Venezia contro l’impero d’Oriente, lo spirito di avventura e di conquista dei cavalieri, il miraggio delle ricchezze della capitale, fecero deviare i crociati dal loro primitivo “nobile” obiettivo. Nell’aprile del 1204 i cavalieri cristiani conquistarono Costantinopoli, dove saccheggiarono e uccisero senza pietà, depredarono e distrussero. Innumerevoli tesori di inestimabile valore vennero fusi per fare moneta o andarono dispersi. Ridotta a centomila abitanti, del tutto priva del suo passato splendore, Costantinopoli viene riconquistata dall’impero bizantino nel 1261.
La nuova dinastia dei Paleologhi deve destreggiarsi fra le numerose lotte intestine e la sempre maggiore pressione esterna dei turchi ottomani. L’inarrestabile ascesa della loro potenza ha inizio nel 1451, quando sale al trono l’abile sultano Mehmet II, il cui unico sogno era da sempre di impadronirsi di Costantinopoli. Punta di diamante dell’esercito turco era un corpo di fanatici combattenti, fedelissimi al sultano, chiamati “giannizzeri”. L’esercito turco era reso baldanzoso e sicuro della vittoria da una antica profezia islamica che diceva «Costantinopoli sarà conquistata: gloria al principe e all’esercito che compirà l’impresa». L’assedio iniziò il 5 aprile 1453.
I bizantini avevano sbarrato il Corno d’Oro con dei tronchi galleggianti e la flotta turca non riuscì a forzare il blocco. Il sultano comandò allora ai suoi uomini di trascinare circa settanta navi attraverso la penisola di Pera, facendole scivolare su carri e rotaie di legno. Come raccontano le cronache del tempo era «uno spettacolo straordinario vedere queste navi, con le vele piegate, gli equipaggi e l’armamento, scivolare fra i campi come nel mare aperto». Per sferrare l’attacco finale, i turchi costruirono un ponte di botti che collegava il loro campo con la terraferma: da qui l’artiglieria turca infranse in poco tempo le fortificazioni che Teodosio II aveva eretto nel V secolo. All’alba del 29 maggio i turchi dilagarono per la città conquistata e si abbandonarono all’abituale saccheggio. Finiva così, nelle mani di un sultano di appena 23 anni, la Costantinopoli cristiana: la nuova città avrà più tardi anche un nome diverso, İstanbul.
Generoso con i vinti, Mehmet II (che da allora sarà chiamato Fatih, cioè il Conquistatore), garantì ai genovesi e veneziani i vecchi privilegi, aprì la corte ad artisti e letterati di tutte le razze e di tutte le religioni, lasciò a greci e ad armeni la libertà di culto, tanto che numerosi cristiani si stabilirono a İstanbul conoscendo la grande tolleranza del sultano. L’impero ottomano raggiunse il suo culmine di potenza con Solimano I, detto il Magnifico dagli occidentali e il Legislatore dai turchi: sotto il suo grande architetto Sinan la città si abbellisce di grandiose moschee, di ponti, di palazzi, di fontane. İstanbul è allo stesso tempo anche capitale dell’Islam perché il sultano è anche califfo, cioè capo spirituale dei maomettani: la storia della città si lega a quella dell’impero, ne segue le vicende, ne subisce le sorti. Con il progressivo declino della potenza ottomana e lo smembramento dell’impero, decade anche la città, finché l’alba del XX secolo vede la fine dell’impero e la nascita della giovane repubblica turca. Nel 1923 la capitale viene trasferita ad Ankara, ma è sempre İstanbul che con i suoi gloriosi monumenti scandirà la storia del suo millenario passato.
Se le prime tre erano state ispirate da sentimenti religiosi, non si può dire altrettanto della quarta: gli interessi di Venezia contro l’impero d’Oriente, lo spirito di avventura e di conquista dei cavalieri, il miraggio delle ricchezze della capitale, fecero deviare i crociati dal loro primitivo “nobile” obiettivo. Nell’aprile del 1204 i cavalieri cristiani conquistarono Costantinopoli, dove saccheggiarono e uccisero senza pietà, depredarono e distrussero. Innumerevoli tesori di inestimabile valore vennero fusi per fare moneta o andarono dispersi. Ridotta a centomila abitanti, del tutto priva del suo passato splendore, Costantinopoli viene riconquistata dall’impero bizantino nel 1261.
La nuova dinastia dei Paleologhi deve destreggiarsi fra le numerose lotte intestine e la sempre maggiore pressione esterna dei turchi ottomani. L’inarrestabile ascesa della loro potenza ha inizio nel 1451, quando sale al trono l’abile sultano Mehmet II, il cui unico sogno era da sempre di impadronirsi di Costantinopoli. Punta di diamante dell’esercito turco era un corpo di fanatici combattenti, fedelissimi al sultano, chiamati “giannizzeri”. L’esercito turco era reso baldanzoso e sicuro della vittoria da una antica profezia islamica che diceva «Costantinopoli sarà conquistata: gloria al principe e all’esercito che compirà l’impresa». L’assedio iniziò il 5 aprile 1453.
I bizantini avevano sbarrato il Corno d’Oro con dei tronchi galleggianti e la flotta turca non riuscì a forzare il blocco. Il sultano comandò allora ai suoi uomini di trascinare circa settanta navi attraverso la penisola di Pera, facendole scivolare su carri e rotaie di legno. Come raccontano le cronache del tempo era «uno spettacolo straordinario vedere queste navi, con le vele piegate, gli equipaggi e l’armamento, scivolare fra i campi come nel mare aperto». Per sferrare l’attacco finale, i turchi costruirono un ponte di botti che collegava il loro campo con la terraferma: da qui l’artiglieria turca infranse in poco tempo le fortificazioni che Teodosio II aveva eretto nel V secolo. All’alba del 29 maggio i turchi dilagarono per la città conquistata e si abbandonarono all’abituale saccheggio. Finiva così, nelle mani di un sultano di appena 23 anni, la Costantinopoli cristiana: la nuova città avrà più tardi anche un nome diverso, İstanbul.
Generoso con i vinti, Mehmet II (che da allora sarà chiamato Fatih, cioè il Conquistatore), garantì ai genovesi e veneziani i vecchi privilegi, aprì la corte ad artisti e letterati di tutte le razze e di tutte le religioni, lasciò a greci e ad armeni la libertà di culto, tanto che numerosi cristiani si stabilirono a İstanbul conoscendo la grande tolleranza del sultano. L’impero ottomano raggiunse il suo culmine di potenza con Solimano I, detto il Magnifico dagli occidentali e il Legislatore dai turchi: sotto il suo grande architetto Sinan la città si abbellisce di grandiose moschee, di ponti, di palazzi, di fontane. İstanbul è allo stesso tempo anche capitale dell’Islam perché il sultano è anche califfo, cioè capo spirituale dei maomettani: la storia della città si lega a quella dell’impero, ne segue le vicende, ne subisce le sorti. Con il progressivo declino della potenza ottomana e lo smembramento dell’impero, decade anche la città, finché l’alba del XX secolo vede la fine dell’impero e la nascita della giovane repubblica turca. Nel 1923 la capitale viene trasferita ad Ankara, ma è sempre İstanbul che con i suoi gloriosi monumenti scandirà la storia del suo millenario passato.
724 recensioni di hotel in Istanbul con una media superiore a 5.2 / 6
724 5
Bernhard
1 recensioni pubblicate
Coppia, 46-50 Anni
1 recensioni pubblicate
Coppia, 46-50 Anni
Viaggio di una settimana con sorprese
Hotel Doubletree By Hilton Istanbul - Old Town in Istanbul, Istanbul
/ 6
Hotel e la posizione vanno bene, le cinque stelle non sono giustificate, un CH 3 stelle standard.
I prezzi in hotel per il cibo e le bevande sono totalmente esagerati. Trovare qualcosa sotto gli 8€ nel minibar nella camera è impossibile. Con i costi supplementari l'albergo dovrebbe permettere qualcosa. Gli ospiti che hanno prenotato attraverso internet in anticipo sono imbrogliati con le camere peggiori, anche se hanno prenotato camere standard. I controlli di sicurezza all'entrata dell'hote... Continua a leggere la recensione
Vacanze a ottobre 2012 - letta 504 volte - 100% utile
Hachim
67 recensioni pubblicate
Amici, 41-45 Anni
67 recensioni pubblicate
Amici, 41-45 Anni
/ 6
Hotel molto bello nel cuore della Città Vecchia di Istanbul di classe media
Per 3 giorni di alloggio, un servizio navetta gratuito per l'aeroporto che funziona bene
Check-in senza problemi, ci hanno chiesto se pagavamo in contanti, poi un altro 7% Continua a leggere la recensione
Vacanze a novembre 2012 - letta 387 volte
Sheila
19 recensioni pubblicate
Coppia, 19-25 Anni
19 recensioni pubblicate
Coppia, 19-25 Anni
/ 6
II tour operator era Neckermann era - come la mia esperienza ha dimostrato fino ad ora, ci sono stati sempre problemi con la Neckermann Reisen.
Lo stesso qui: Il viaggio è stato prenotato e pagato per 3 settimane prima della partenza, ma si è rivelato sul posto, che almeno per la prima notte non c'erano camere libere. L'hotel ci ha offerto immediatamente di prenotare nell'hotel Klas accanto (orribile, ma una valutazione separata).
Le camere del Oran Hotel erano un po 'rustiche ma piacevol... Continua a leggere la recensione
Vacanze a novembre 2012 - letta 212 volte
Christoph
4 recensioni pubblicate
Amici, 41-45 Anni
4 recensioni pubblicate
Amici, 41-45 Anni
/ 6
molto ben posizionato, pulito e accogliente
Tuttavia le camere e i letti molto piccoli
E 'ideale per una vacanza in città, ottimi collegamenti con i mezzi pubblici, anche tutte le attrazioni turistiche sono raggiungibili a piedi Continua a leggere la recensione
Vacanze a novembre 2012 - letta 255 volte
Loredana
1 recensioni pubblicate
Amici, 66-70 Anni
cesano maderno, Italia
1 recensioni pubblicate
Amici, 66-70 Anni
cesano maderno, Italia
/ 6
Il Maywood è un hotel boutique incastonato come un gioiellino nel cuore della Istanbul storica. Ottima la posizione a due passi dalle attrazioni più famose (Palazzo e giardini Topkapi, Moschea Blu, Santa Sofia, Cisterna, Mercato Egiziano, Gran Bazar). Il personale è cortese ed estremamente disponibile, e le stanze sono spaziose e ben equipaggiate (cassaforte, tv, bollitore con vari tipi di caffè solubile e tè). La pulizia è molto curata.
E' inclusa la prima colazione molto abbondante e tipi... Continua a leggere la recensione
Vacanze a marzo 2013 - letta 21 volte
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